Attimi di terrore a Camnago

Aggredito mentre fa jogging da un uomo mascherato e colpito con un tirapugni

La vittima, Daniele Saccon, ha sporto denuncia: "Voleva sfregiarmi, colpendomi con fendenti al volto", poi fortunatamente è riuscito a reagire e a metterlo in fuga.

Aggredito mentre fa jogging da un uomo mascherato e colpito con un tirapugni

Aggredito mentre fa jogging da un uomo con il volto coperto da una maschera Jason di Venerdì 13, che lo ha colpito con un tirapugni, E’ accaduto a Camnago di Lentate sul Seveso, nel bosco dietro al cimitero, poco dopo le sette del mattino. La vittima è Daniele Saccon che ha sporto denuncia ai Carabinieri.

Attimi di paura, l’aggressore indossava la maschera di Jason di Venerdì 13 e voleva sfregiarlo

E’ lo stesso Daniele Saccon a raccontare gli attimi di paura vissuti e ricostruire la dinamica dell’aggressione: “Sono stato aggredito senza motivo mentre facevo jogging nel bosco vicino casa stamattina. Non avevo telefono o denaro con me, nulla.
Questa persona è saltata fuori dai cespugli, con il viso coperto dalla maschera di Jason di Venerdì 13 e un ‘tirapugni’  artigianale avvolto intorno alla mano destra”. Una situazione surreale,  inimmaginabile, ma carica di tensione: “Un’ arma di stoffa o nastro adesivo con pezzi di vetro e lamette incollati sopra, con cui l’aggressore ha tentato di sfregiarmi colpendomi con fendenti rivolti al viso”, diventato una maschera di sangue.

Fortunatamente è riuscito a reagire

Fortunatamente il lentatese è riuscito a reagire e, ricordando quei terribili momenti, spiega:  “Dopo essere stato preso di striscio sulla tempia sono riuscito ad avere la meglio sul tizio, colpendogli il costato con un pugno e costringendolo alla fuga, con la maschera ancora addosso. Non mi ha chiesto di dargli nulla, era lì solo per far del male al primo che passava… e il caso ha voluto che fossi io”. Subito dopo l’aggressione si è rivolto ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini: “Ho sporto denuncia – fa presente – e mi auguro che questo smuova un po’ le acque, dato che nel luogo adiacente all’aggressione non ci sono telecamere nonostante le ripetute segnalazioni di gentaglia che, a quanto pare, usa il bosco come zona di spaccio”.

“Non si può avere paura di uscire nel boschetto dietro casa”

Un grave problema di sicurezza, come evidenzia lui stesso: “Non si può aver paura di uscire nel boschetto dietro casa e, cosa ancor più grave, è impensabile non mettere telecamere in zone dove ci sono state valanghe di segnalazioni per attività sospette”. Saccon ha poi voluto “ringraziare  chi, in questi momenti, ha dimostrato di essermi vicino”.