E’ stato chiesto dalla procura di Milano il giudizio immediato per i due diciottenni di Monza che, il 12 ottobre 2025, assieme ad altri tre minorenni (anch’essi monzesi e per il quali è già stato disposto l’immediato) hanno malmenato e accoltellato un 22enne studente universitario della Bocconi, aggredito di notte nella zona dei locali della movida milanese di Corso Como e, a seguito di quel fatto, a rischio di invalidità permanente.
Aggressione di corso Como
Si tratta di Alessandro Chiani, di Triante, e di Ahmed Atia, di Sant’Alessandro. Quest’ultimo è il ragazzo coinvolto in misura minore nell’aggressione, avendo fatto da “palo” senza aver preso parte alla violenza. Atia si sarebbe difeso dicendo di essere convinto che fosse solo una zuffa e di non sapere che qualcuno avesse un coltello. Chiani avrebbe detto invece che erano stati i minori a cominciare l’aggressione, e di aver colpito per liberare uno di loro dalla presa della vittima, convinto di aver preso solo il giubbotto. Versioni che assolutamente non convincono la procura milanese, che ora chiede il giudizio immediato per le accuse di rapina e tentato omicidio aggravati.
Chiesto giudizio immediato anche per i due 18enni
Lo stesso tipo di processo è stato già disposto nei confronti dei tre minorenni. Di questi ultimi giovani monzesi che, all’epoca del fatto, non avevano ancora compiuto 18 anni, due sono ancora detenuti al carcere minorile Beccaria, mentre un terzo, nelle ultime settimane, era stato trasferito in una comunità. Tentato omicidio e rapina è l’accusa da cui si devono difendere anche loro. La data del processo era stata fissata al prossimo mese di maggio, ma la legge concede loro la possibilità di chiedere di essere giudicati con un rito alternativo. Al bocconiano uno dei ragazzi coinvolti aveva strappato di mano una banconota da 50 euro. Dopo una serie di calci e pugni, il 22enne era stato raggiunto da due coltellate che gli hanno rovinato la vita. Lesioni di cui non sarebbe ancora nota l’esatta entità, per quanto riguarda le conseguenze permanenti.