Al San Gerardo

Aggressioni in Pronto Soccorso, il pulsante rosso funziona

Episodi di violenza ai sanitari dimezzati nel 2025 rispetto al 2024, ma resta alta l’attenzione anche con corsi di formazione e accorgimenti

Aggressioni in Pronto Soccorso, il pulsante rosso funziona

Il pulsante rosso e le telecamere fisse che monitorano il Pronto soccorso di Monza hanno dato i loro frutti.

Aggressioni in calo al Pronto soccorso

Il caso di settimana scorsa al San Gerardo ha riacceso l’allarme sulle aggressioni ai sanitari, ma in realtà gli episodi violenti risultano dimezzati nel 2025 rispetto al 2024 nel nosocomio monzese.
L’ultimo episodio – con un 33enne arrivato in Pronto soccorso ubriaco e violento, poi arrestato dai Carabinieri dopo aver ferito due infermieri e sottoposto, dopo la direttissima, all’obbligo di firma quotidiano – resta un fatto grave, ma non rappresenta l’andamento generale del fenomeno.
Nel 2025, infatti, le aggressioni registrate dalla Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza al Pronto soccorso sono scese da 56 a 28. Un risultato attribuito a un insieme di misure di sicurezza e interventi organizzativi messi in campo dall’ospedale, in collaborazione con le Forze dell’ordine.

Il cosiddetto «pulsante rosso», installato direttamente in Pronto soccorso, consente agli operatori di attivare immediatamente una richiesta urgente di intervento alla Centrale Operativa in caso di situazioni conflittuali. A questo si affianca un sistema di telecamere fisse che garantisce un controllo costante di quanto avviene all’interno del reparto.
La tempestività dell’intervento è resa possibile anche grazie all’accordo siglato in Prefettura con le Forze dell’Ordine, che prevede un’attivazione rapida in caso di criticità, e al potenziamento del servizio di sorveglianza con guardie interne, spesso affiancate dalla presenza di un agente di Polizia.

Il sovraffollamento resta un problema

Accanto al tema della sicurezza, resta centrale la questione del sovraffollamento. Il San Gerardo conferma il proprio ruolo di Hub per l’Emergenza-Urgenza, con un costante aumento dei pazienti in codice giallo e rosso, ma anche con una forte prevalenza di codici bianco, verde e urgenze differibili. Nel 2025, su oltre 104mila accessi totali, più del 75% ha riguardato codici minori, con una percentuale di ricovero pari al 12%.

«Questo afflusso elevato porta quotidianamente al sovraffollamento delle sale d’attesa e a tempi di attesa più lunghi per i casi di minore gravità, fattore che può generare tensioni e disagio tra gli utenti», spiega l’Irccs San Gerardo. Per migliorare l’accoglienza e ridurre le situazioni di stress è stata introdotta la figura dell’Operatore socio-sanitario dedicato all’accoglienza dei pazienti, che supporta anche il personale infermieristico in caso di necessità. «In caso di permanenze prolungate, sono inoltre disponibili erogatori di bevande e snack e prese di corrente aggiuntive nelle sale d’attesa per la ricarica dei dispositivi elettronici», aggiunge la direzione.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla formazione del personale. Grazie a corsi specifici, come «Il rischio aggressione nei contesti sanitari – Prevenzione e gestione del comportamento violento verso gli operatori», è aumentata la conoscenza delle tecniche di de-escalation e la capacità di gestione dei conflitti, contribuendo ulteriormente alla diminuzione degli episodi di aggressione.
Settimanalmente si riunisce inoltre il Nucleo Ricoveri, composto da personale medico e infermieristico, direttore di Dipartimento di Medicina e direzione Medica e Sanitaria, con l’obiettivo di monitorare costantemente le criticità del Pronto soccorso e definire le azioni più efficaci a supporto dell’attività e del flusso dei pazienti, mantenendo alta l’attenzione sulle problematiche specifiche del PS durante tutto l’anno.