Agitazione alla Rovagnati, i sindacati minacciano lo sciopero

Il colosso brianzolo della produzione alimentare deve fare fronte a due attacchi incrociati provenienti dai sindacati

Agitazione alla Rovagnati, i sindacati minacciano lo sciopero
Vimercatese, 20 Febbraio 2019 ore 09:51

Ore di agitazione alla Rovagnati Spa. Infatti il colosso brianzolo della produzione alimentare, che ha ben tr stabilimenti a Villasanta, Arcore e Biassono, in questi giorni, deve fare fronte a due attacchi incrociati provenienti dai sindacati, e che riguardano due vicende distinte.

La prima criticità riguarda una quindicina di lavoratori iscritti alla Cub (sindacato di base) che ieri mattina, martedì, hanno organizzato  un presidio che ha evitato il licenziamento di 15 lavoratori e riportato la Confederazione Unitaria di Base al tavolo delle trattative per il riconoscimento del vecchio contratto di lavoro.

Ieri mattina, martedì, presidio degli iscritti al sindacato Cub davanti alle sedi aziendali

Ieri mattina oltre una quarantina di operai e operaie si sono posizionati davanti ai cancelli del magazzino di Villasanta, e una quindicina davanti alla sede di Biassono. Un presidio organizzato dopo due mesi di trattative tra i legali della Confederazione Unitaria di Base e quelli dell’azienda e delle cooperative dove lavorano gli iscritti alla Cub.  Al centro della diatriba il futuro dei 15 lavoratori Cub assunti nelle cooperative che alla fine di febbraio rischiavano di ritrovarsi a piedi.

La presa di posizione dei sindacati contro Rovagnati

L’altra criticità, collegata in parte con la mobilitazione di ieri mattina, riguarda, più in generale, il tema degli appalti esterni. Per questo motivo Flai Cigl e Fai Cisl di Monza e Brianza, attraverso un comunicato stampa diramato poche ore fa, chiedono ai vertici aziendali di Rovagnati un dietrofront di fronte alla prospettiva di appaltare all’esterno alcune Linee di SalaBianca. Un soluzione che, secondo i sindacati, non lascerebbe alcuna prospettiva di stabilizzazione occupazionale delle persone di cooperativa né
tanto meno di re internalizzazione di tali attività.

Cosa chiedono i sindacati?

“Siamo allarmati e preoccupati per la condizione di ROVAGNATI Spa.
Importante Azienda Alimentare brianzola con diversi stabilimenti tra cui i più importanti: Arcore,
Biassono e Villasanta. Realtà che occupano, considerando anche i lavoratori degli appalti, circa
700 persone.
L’Azienda sta subendo una importante modificazione dovuta dal passaggio da una conduzione
tipicamente familiare ad un’altra tipicamente manageriale.
Abbiamo già assistito a tali processi storici. Per citarne alcuni pensiamo alla STAR di Agrate
Brianza (da Fossati a Galina Blanca) e la LATBri di Usmate Velate (da Cogliati a Granarolo).
Processi complessi che il Sindacato, nell’insieme dei Lavoratori, si è sempre assunto la
responsabilità di gestire ed affrontare. Anche individuando e proponendo un proprio contributo. Ma
sempre in un rapporto dialettico ed a volte conflittuale.
In Rovagnati sta invece accadendo qualcosa di cui siamo preoccupati. Cioè la cosiddetta
trasformazione manageriale sta peggiorando e condizionando l’andamento industriale e la vita dei
lavoratori. Di questo ne siamo testimoni di fronte ad un peggioramento delle relazioni sindacali.
Quando le cose vogliono essere cambiate indipendentemente dal punto di vista del Lavoro e dei
Lavoratori, allora non si può che far male. Al Lavoro.
Negli ultimi anni abbiamo ripetutamente sollecitato la Direzione Aziendale in merito alla “revisione
del Sistema di Appalti” presenti nei principali stabilimenti di ROVAGNATI. Abbiamo gradualmente
ottenuto la corretta applicazione del Contratto Collettivo della Industria Alimentare in molte parti
tipicamente non logistiche e di confezionamento.
Abbiamo sempre chiesto di rivedere un sistema malfatto e non corretto che si basava sulla
promiscuità di lavoratori (Rovagnati e Cooperativa). Una promiscuità sulla pelle e sulle spalle dei
lavoratori. Costruire profittabilità e marginalità competendo sul costo del lavoro. Ed anche
accantonando i propri lavoratori.
Come? Affidando a Consorzi di Cooperative la gestione delle attività anche di produzione e
trasformazione del prodotto. Una scelta folle e scellerata compiuta da molte Industrie delle Carni
nel nostro Paese. Una scelta in barba al CCNL e che a volte, dall’Emilia Romagna alla Lombardia,
ha determinato sistemi di economia illegale ed anche di malaffare. Un sistema di fronte al quale un
Paese avrebbe la necessità di intervenirne con forza cercando soluzioni nell’interesse del Lavoro e
dei Lavoratori. Vorremmo che il “prima gli Italiani” si traduca più responsabilmente in “prima i
Lavoratori”.
Abbiamo discusso per mesi proponendo alla Direzione Aziendale diverse soluzioni. Ma di fronte a
noi un muro sordo. L’eccellenza industriale e commerciale di Rovagnati ed i suoi migliori prodotti
“escono complessivamente da Rovagnati”. Alla domanda: chi li fa? Si risponderà: i lavoratori della
Cooperativa. Certo stiate sereni. Le etichette splenderanno del nome ROVAGNATI.
In estrema sintesi la miglior produzione tipica del know-how aziendale, e della riconoscibilità di
Rovagnati nel mercato italiano, viene consegnata all’esterno dei perimetri di responsabilità
aziendale. Perché? Semplice. Costerà meno e garantirà maggiore flessibilità esercitata sula
ricattabilità della precarietà lavorativa.
Noi sosteniamo che le attività di trasformazione e produzione del prodotto alimentare si debbano
ricondurre al Committente ed alla sua Responsabilità. Garantendo ai Lavoratori un sistema
inclusivo di Diritti e salvaguardandone la loro Salute. A parità di Lavoro deve corrispondere parità
di Diritti.
In Rovagnati lavorano molte persone, soprattutto se Donne, che dopo decenni di attività usurante
si trovano di fronte a condizioni di salute molto delicate.
Una Azienda che si vanta nel sostenere Famiglia, Coraggio e Fede in Dio .. Dovrebbe avere senso
e criterio anche di praticarlo a partire dalle disponibilità ad individuare le migliori opportunità di
conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Anche in questo senso abbiamo proposto di costruire
percorsi di turn over che permettano a queste Donne di accudire e dedicarsi alla propria Famiglia
immaginando che il loro posto di lavoro possa essere preso da persone oggi precarie e presenti
nelle Cooperative. Invece No. Ci pare che il No possa essere inteso come la fatica e la pesantezza
nel sopportare i propri Lavoratori addirittura colpevoli, invecchiando, di peggiorare la propria
condizione di salute.
Ad esempio a Villasanta, ad oggi, lavorano 120 persone in Cooperativa e 70 persone di Rovagnati!
Noi vogliamo costruire una prospettiva industriale fondata sulla prospettiva di miglioramento delle
condizioni del Lavoro di chi è occupato negli stabilimenti Rovagnati. A partire da Villasanta! Ed
anche costruendo condizioni di miglior prospettiva industriale per altri stabilimenti come ad
esempio Arcore. E non sottovalutiamo la centralità e le problematiche di Biassono.
Riteniamo che sia sbagliato e controproducente appaltare definitivamente alcune Linee di Sala
Bianca senza alcuna prospettiva di stabilizzazione occupazionale delle persone di cooperativa né
tanto meno di re internalizzazione di tali attività.
Per queste ragioni abbiamo comunicato alla Direzione, nelle scorse settimane, la sospensione di
qualsivoglia trattativa. Non accettiamo che la soluzione sia dividere i lavoratori e farli competere tra
di loro. Questo non può che peggiorarne la condizione di loro e di ciò che producono. Non
accettiamo che alla maggioranza delle Persone occupate negli stabilimenti di ROVAGNATI non
siano dipendenti diretti e non gli venga quindi applicato il CONTRATTO NAZIONALE della
INDUSTRIA ALIMENTARE. Costruire un sistema di Impresa con queste caratteristiche danneggia
Lavoratori e Consumatori. Ed il Paese Italia non ne ha bisogno. Certo ci piacerebbe che anche
ASSOLOMBARDA (Confindustria) prendesse posizione su una vertenza così esplicita.
I lavoratori si riuniranno nuovamente in Assemblea il 25 Febbraio e valuteranno di promuovere
iniziative di SCIOPERO”.

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