Agricoltura lombarda: 6 milioni di danni a causa dei piccioni

Negli ultimi 13 anni a livello regionale ci sono stati in Lombardia oltre novemila assalti, con quasi il 65% degli episodi sull’asse fra Sondrio e Brescia.

Agricoltura lombarda: 6 milioni di danni a causa dei piccioni
27 Luglio 2017 ore 17:00

Agricoltura lombarda: assalto dei piccioni a stalle e campi

Danni per 6 milioni all’agricoltura lombarda

Non c’è solo il clima impazzito di questi ultimi anni a causare seri problemi all’agricoltura. Adesso ci si mettono anche i piccioni. L’allarme arriva da un’indagine della Coldiretti che ha diffuso un dato preoccupante: i danni ai campi e alle stalle causati da piccioni, corvi e storni in Lombardia ammonta a circa 6 i milioni di euro. Una cifra che riguarda il periodo dal 2004 ad oggi. E se in città sporcano case, piazze e monumenti in campagna – spiega la Coldiretti Lombardia – questi volatili puntano alle mangiatoie degli animali e ai raccolti di cereali, danneggiando in particolare il riso, il mais, il frumento, l’orzo, la soia e il girasole.

La testimonianza di un agricoltore brianzolo

“Coltiviamo cereali, erba medica, patate, piselli ed altri ortaggi su un totale di 120 ettari, di cui circa 20 dedicati alla soia – racconta Paolo Piolanti, 54 anni, agricoltore di Lazzate (Monza Brianza) – Ogni anno dal 20 al 30 per cento del raccolto di soia viene danneggiato da questi volatili”. Sempre a Lazzate, l’agricoltore Giuseppe Caronni racconta: “Coltivo 30 ettari a mais e fieno e 10 ettari a soia ed è proprio su quest’ultima che ho i problemi maggiori. Ogni anno a causa dei piccioni perdiamo anche metà della produzione”.

I danni maggiori sull’asse tra Sondrio e Brescia

Negli ultimi 13 anni a livello regionale ci sono stati – dice la Coldiretti Lombardia – oltre novemila assalti, con quasi il 65% degli episodi sull’asse fra Sondrio e Brescia. “Quello che succede con i piccioni è sotto gli occhi tutti, in città come in campagna – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – il problema che si pone è quello di un contenimento delle popolazioni, che si rileva sempre complicato e quasi mai efficace”. Il costo dei danni si concentra per il 60% fra Cremona, Brescia e Milano, anche se nessuna provincia si salva.

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