Chiesa

Al via la causa di beatificazione e canonizzazione dell’ex studente del Don Gnocchi di Carate Brianza

Sabato 7 marzo l’Arcivescovo aprirà il processo relativo a Marco Gallo, morto a 17 anni in un incidente a Sovico. Fu "esempio fulgido di fede cristiana".

Al via la causa di beatificazione e canonizzazione dell’ex studente del Don Gnocchi di Carate Brianza

«Esempio fulgido di vita cristiana», che aveva trovato nell’amore per Gesù e per il prossimo la fonte della vera gioia.

Sabato 7 marzo, nella Cappella arcivescovile di piazza Fontana l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, aprirà il processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, Marco Gallo, monzese ed ex studente del liceo don Gnocchi di Carate Brianza morto nel 2011, all’età di 17 anni, in un grave incidente stradale a Sovico proprio mentre stava per raggiungere in sella alla sua moto la scuola superiore di via Dei Gaggioli.

Una leadership vissuta con fede gioiosa

Nato il 7 marzo 1994 a Casarza Ligure, nella diocesi di Chiavari, il giovane studente che con la famiglia si era trasferito ad Arese e poi a Lecco, aveva iniziato a frequentare il liceo di Carate Brianza nel 2007 diventando presto punto di riferimento per i suoi compagni, che aveva coinvolto in progetti di aiuto scolastico tra Biassono e Inverigo e alla domenica pomeriggio a prestare assistenza agli anziani disabili dell’Istituto Don Orione di Seregno.

Di carattere esuberante, dedito a corse e scalate, fin da bambino Marco Gallo è animato dalla ricerca dell’infinito, che si fa più intensa negli anni delle scuole superiori, grazie anche all’esperienza di Gioventù studentesca, espressione del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Ogni sera legge passi della Bibbia e ogni giorno ne dà testimonianza, anche in iniziative di solidarietà. Partecipa alla Messa per la beatificazione di Giovanni Paolo II e coglie come una risposta esistenziale l’invito del Papa a “non avere paura”.

Marco Gallo, morto a 17 anni

«Una leadership, vissuta con fede profonda e gioiosa» per «testimoniare a tutti che seguire Gesù è la fonte della vera felicità», come ha scritto nell’Editto per la causa di beatificazione e canonizzazione, don Marco Gianola, delegato episcopale per il processo.

Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

«Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?»: così aveva scritto la sera prima di perdere la vita sul muro della sua cameretta. Una frase, diventata poi il riassunto di un’esistenza piena che profuma di santità. Il 7 novembre 2011 vennero celebrati i funerali nel Duomo di Monza.

Dall’anno seguente e fino ad oggi, il primo novembre, si fa memoria della sua scomparsa al Santuario di Nostra Signora di Montallegro con una partecipazione sempre più numerosa di giovani provenienti da realtà ecclesiali diverse. Una straordinaria dimostrazione della testimonianza di vita cristiana che l’ex studente del Don Gnocchi aveva saputo diffondere e che aveva spinto monsignor Giampio Luigi Devasini, vescovo di Chiavari a costituirsi attore per ottenerne e seguirne la beatificazione e la canonizzazione secondo le norme della Santa Sede.

Il testo integrale dell’Editto

Di seguito pubblichiamo l’Editto integrale per la causa di beatificazione e canonizzazione.

Sua Eccellenza Mons. Mario Enrico Delpini, Arcivescovo di Milano, ha accolto in data 10 giugno 2024 il Supplice Libello, presentato il 31 maggio 2024 da padre Andrea Mandonico, Postulatore legittimamente costituito nella Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Marco Gallo, laico adolescente, nato a Chiavari (GE) il 7 marzo 1994 da Antonio e Paola Cevasco. Egli trascorre i primi tre anni a Casarza Ligure, in diocesi di Chiavari, assieme alle sorelle Francesca, maggiore di tre anni, e Veronica, minore di tre.
Marco viene battezzato il 19 giugno nella Parrocchia di San Michele Arcangelo in Casarza Ligure. Cresce in una famiglia unita e con solidi valori cristiani: i genitori fanno parte del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. A Casarza il piccolo Marco frequenta la scuola dell’infanzia, gestita dalla Parrocchia. Nel settembre 1999 la famiglia si trasferisce ad Arese (MI) e l’anno successivo a Lecco, dove frequenta la Scuola elementare parificata “Pietro Scola”. Il Servo di Dio riceve la Prima Santa Comunione l’11 maggio 2003 nella Basilica di San Nicolò a Lecco, ove pure riceve il sacramento della Cresima, il 29 maggio 2005. Dal 2004 al 2007 Marco frequenta la scuola secondaria di primo grado “Massimiliano Kolbe” in Lecco. Nel settembre 2007 Marco inizia il Liceo scientifico “Don Gnocchi” a Carate Brianza. All’interno del Liceo, egli diventa presto un punto di riferimento: invita i suoi amici a partecipare ad iniziative per l’aiuto scolastico ai ragazzi di Biassono e Inverigo (MB) e gli incontri con loro terminano sempre con una breve catechesi. Alla domenica pomeriggio li invita a fare compagnia agli anziani disabili dell’Istituto don Orione di Seregno (MB). La sua leadership, vissuta con fede profonda e gioiosa, testimonia a tutti che seguire Gesù è la fonte della vera felicità. Dal 2008 alla morte, il Servo di Dio frequenta regolarmente la Scuola di Comunità di GS, espressione del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione; in modo graduale si inserisce pienamente nel predetto movimento, dove viene educato alla vita cristiana ch’egli alimenta con la meditazione del Vangelo e con una intensa vita sacramentale attraverso la partecipazione all’Eucaristia e la celebrazione del sacramento della Riconciliazione. Nel 2009 la famiglia si trasferisce a Monza. Il 5 novembre 2011, mentre si reca a scuola, Marco rimane coinvolto in un grave incidente stradale, presso Sovico (MB): viene investito e muore. La sera prima aveva scritto sul muro della sua camera, accanto al crocifisso: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Il 7 novembre viene celebrato il funerale nel Duomo di Monza. Il giorno seguente la salma del Servo di Dio è trasferita a Casarza Ligure, dove viene celebrata l’Eucarestia, alla presenza delle spoglie mortali di Marco, a cui segue la sepoltura nella cappella di famiglia nel cimitero locale. Dall’anno seguente fino ad oggi, il primo di novembre si fa memoria della nascita al Cielo del Servo di Dio con un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Montallegro (Diocesi di Chiavari) e qualche giorno dopo nel Duomo di Monza: ciò che meraviglia è la partecipazione, in costante crescita, di centinaia e centinaia di persone, specialmente di giovani, provenienti da realtà ed appartenenze ecclesiali diverse. Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo emerito di Milano, in una meditazione tenuta in occasione degli Esercizi Spirituali di Avvento, predicati ai giovani della sua Diocesi il 16 novembre 2011, lo propose come esempio di vita cristiana. Marco amava la vita, si poneva molte domande e soprattutto aveva trovato nell’amore per Gesù e per il prossimo la fonte della vera gioia. Per questo lasciava in tutti coloro che lo conoscevano una viva convinzione di santità. Tale fama di santità, non essendosi spenta, anzi essendosi consolidata negli anni ha spinto Sua Ecc.za Mons. Giampio Luigi Devasini, Vescovo di Chiavari, a costituirsi attore della causa per ottenerne e seguirne la Beatificazione e la Canonizzazione, secondo le norme della Santa Sede. Pertanto, conformemente all’art. 43 dell’Istruzione Sanctorum Mater del Dicastero delle Cause dei Santi (17 maggio 2007) si invitano tutti i fedeli che abbiano testimonianze significative o scritti del Servo di Dio a presentarle – anche in fotocopia – al competente Servizio per le Cause dei Santi di questa Curia Arcivescovile di Milano (Piazza Fontana,2) e su mandato dell’Arcivescovo di Milano si pubblica all’Albo della Curia Arcivescovile il presente Editto, che rimarrà esposto per un mese ed è riportato sulle pagine dell’inserto diocesano Milanosette, allegato al giornale Avvenire.