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Allarme Monza, il sindaco dalla D’Urso per chiedere aiuto

Allevi ha ribadito che mancano sanitari perché contagiati e ha chiesto soccorso alle altre Province

Allarme Monza, il sindaco dalla D’Urso per chiedere aiuto
Monza, 11 Novembre 2020 ore 18:04

La situazione Covid a Monza e Brianza è sempre più drammatica. In Tv si parla del nuovo chek point allestito da Areu all’Autodromo per i malati Covid meno gravi.  E intanto il sindaco Dario Allevi è stato in collegamento poco fa con  Barbara D’Urso per lanciare un nuovo sos.

L’appello del sindaco Allevi dalla D’Urso

A Pomeriggio 5 il sindaco di Monza ha ribadito la gravità della situazione che oggi rendono la nostra provincia “la nuova Codogno”. ” Abbiamo 461 ricoverati Covid di cui 50 in Terapia intensiva. E’ vero che eravamo arrivati nella prima fase a ricoverare 600  malati in contemporanea, ma  ora abbiamo 340 tra medici e infermieri a casa perché a loro volta colpiti o fermati dal Covid – ha spiegato Allevi – Per questo chiediamo a Regione Lombardia di aiutarci come noi nella prima fase abbiamo aiutato i territori più colpiti. Il 75% dei ricoverati  a marzo arrivavano da quei luoghi, ora abbiamo bisogno noi che  siano loro a darci una mano”.

La posizione della conduttrice

Un appello che – ha spiegato anche la D’Urso – Allevi ha ribadito in televisione proprio perché venga maggiormente ascoltato. “Abbiamo chiesto aiuto anche all’Esercito chiedendo se ci può mandare medici e infermieri per poter garantire l’assistenza almeno ad altri 80 pazienti perché oggi non c’è personale sufficiente”, ha quindi concluso il primo cittadino di Monza. A ben comprendere la situazione è stata anche la conduttrice di Canale 5 che ha ribadito: “Spero che il tuo appello sia ascoltato anche grazie alla nostra trasmissione”.

Il check point all’Autodromo

Intanto anche le telecamere delle televisioni oggi, mercoledì 11 novembre 2020, sono state in Autodromo dove è stato allestito il check point per il triage dei casi Covid lievi che arrivano in ambulanza. “Prevalentemente arrivano uomini, sopra i 50 anni. Dobbiamo valutare le loro condizioni e poi decidere se trasferirli in ospedale o rimandarli a casa per essere monitorati”, ha spiegato Claudio Mare di Areu.

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