All’Ospedale di Vimercate arriva ERAS: il protocollo di chirurgia a misura di paziente

L’applicazione del modello ha trovato, a Vimercate, un primo terreno di sperimentazione nella chirurgia colo rettale.

All’Ospedale di Vimercate arriva ERAS: il protocollo di chirurgia a misura di paziente
Vimercatese, 21 Febbraio 2019 ore 22:11

All’Ospedale di Vimercate arriva il protocollo di chirurgia a misura di paziente. Si chiama ERAS (Enhanced Recovery After Surgery): è un protocollo clinico che permette di scegliere una tecnica chirurgica appositamente tagliata sulle esigenze del singolo paziente.

All’Ospedale di Vimercate arriva il protocollo di chirurgia su misura

Da qualche tempo adottato all’Ospedale di Vimercate, in particolare presso la Chirurgia Generale, diretta da Marcello
Schiavo, ERAS permette diversi benefici al paziente e all’organizzazione sanitaria, con risultati in linea con la più recente letteratura scientifica.
Il protocollo sarà anche al centro di un incontro, promosso dall’ASST, il prossimo 28 febbraio, dedicato ai medici di famiglia del territorio.

Eras, di che si tratta?

Il programma ERAS – raccontano gli specialisti dell’Ospedale – consente, sostanzialmente, di migliorare e ottimizzare i passaggi del percorso chirurgico (pre, intra e post operatorio) con un più veloce recupero da parte del paziente e con un’importante diminuzione dei tempi di ricovero.
“Permette – spiega Massimiliano Casati, referente per la Chirurgia Colo rettale di Vimercate – una sorta di chirurgia su misura del paziente, una personalizzazione dell’intervento chirurgico. Il chirurgo, con questo approccio – continua Casati – è come un sarto che crea un abito su misura, sceglie una tecnica chirurgica appositamente tagliata sulle esigenze del singolo paziente.
L’applicazione del modello ERAS, la cui riduzione delle complicanze è riconosciuta dalla letteratura internazionale, ha trovato, a Vimercate, un primo terreno di sperimentazione nella chirurgia colo rettale”.

Tutti i vantaggi

In un opuscolo curato da Casati, in collaborazione con Rita Passaretta della struttura di Anestesia e Rianimazione, e distribuito ai pazienti prima dell’intervento chirurgico colorettale, si spiega che il programma permette “la riduzione dei disagi legati all’intervento operatorio (ad esempio, quelli relativi al periodo di digiuno); l’utilizzo di tecniche anestesiologiche e chirurgiche meno invasive; un miglior controllo del dolore; una ripresa precoce dell’alimentazione e del movimento; una minor degenza post operatoria”. Quest’ultima, non a caso, è di 3 o 4 giorni (quando quella media italiana è di 8,3 giorni), con una maggior rotazione e disponibilità di posti letto.

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