Anche l’onorevole Crippa “trasloca” a casa di Bramini

Prima l'intervento del senatore pentastellato Corbetta, poi la mediazione del sindaco di Monza, Dario Allevi e di altri esponenti del mondo politico. E ancora, lunedì scorso, la mobilitazione popolare che ha, di fatto, evitato lo sgombero, rimandato al primo giugno. Ora l'iniziativa dell'onorevole Andrea Crippa.

Anche l’onorevole Crippa “trasloca” a casa di Bramini
Monza, 22 Aprile 2018 ore 10:51

L’onorevole Andrea Crippa, Lega Nord, ha comunicato di aver spostato il suo domicilio parlamentare a casa di Sergio Bramini, l’imprenditore monzese fallito con 4 milioni di credito dallo Stato, bissando l’iniziativa del collega grillino Gianmarco Corbetta.

L’onorevole Crippa “trasloca” a casa di Bramini

Un altro tentativo per salvare la casa di Bramini nel quartiere di Sant’Albino a Monza. Dopo l’iniziativa del senatore pentastellato Gianmarco Corbetta, ora anche l’onorevole Andrea Crippa, Lega Nord, ha spostato il suo domicilio parlamentare a casa di Sergio Bramini, imprenditore monzese fallito con 4 milioni di credito dallo Stato. Con questa manovra i due parlamentari vorrebbero impedire il pignoramento dell’abitazione di Bramini, deciso dal Tribunale fallimentare di Monza.

La dichiarazione

“Nell’immobile mi recherò, così come i collaboratori del mio staff, per svolgere attività parlamentari sul territorio e presso lo stesso immobile verrà conservato materiale riferibile alla mia attività parlamentare”, si legge nella lettera che Crippa ha inviato ad autorità ed enti, tra cui al Presidente della Camera Roberto Fico. Poi, citato l’articolo 68 della Costituzione che tutela l’inviolabilità del domicilio parlamentare, la lettera prosegue “ogni intromissione da parte di terzi, che preveda perquisizioni, espropri o sequestri, dovrà essere soggetta a preventiva autorizzazione da parte della Camera dei Deputati, pena la lesione della libertà difesa dall’articolo 68 della Costituzione”.

Settimana scorsa la mobilitazione popolare

Decisivo è stato l’intervento dei cittadini che lunedì al momento dello sgombero, si sono presentati a centinaia per perorare la causa dell’imprenditore finito sul lastrico. Circa 300 persone, tra residenti (compresi i membri del gruppo Facebook Easy Monza), commercianti, politici, si sono radunati in sit-in dentro e fuori casa dell’imprenditore. Facendo di fatto venire meno le condizioni di sicurezza necessarie per procedere con lo sgombero. Tutto rimandato, dunque, al primo giugno.

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