Anche Sesto San Giovanni in piazzale Loreto per ricordare i partigiani trucidati dai nazifascisti

Alla cerimonia presente l'assessore leghista Alessandra Magro: "Ricordiamo il sacrificio dei 15 martiri, ma la Resistenza la fecero anche monarchici e fascisti convertiti"

Anche Sesto San Giovanni in piazzale Loreto per ricordare i partigiani trucidati dai nazifascisti
10 Agosto 2017 ore 12:52

Anche Sesto San Giovanni in piazzale Loreto per ricordare i partigiani trucidati dai nazifascisti

Cambia il colore politico della Giunta, ma Sesto San Giovanni non dimentica i “suoi” martiri di piazzale Loreto. Oggi, giovedì, l’assessore leghista Alessandra Magro è stata presente a Milano alla cerimonia di ricordo dei 15 partigiani fucilati il 10 agosto del 1944 dai nazifascisti, come rappresaglia.

I loro nomi

Antonio Bravin, Andrea Esposito, Giovanni Galimberti, Angelo Poletti, Eraldo Soncini, Giulio Casiraghi, Domenico Fiorani, Renzo Del Riccio, Umberto Fogagnolo, Vittorio Gasparini, Salvatore Principato, Libero Temolo, Emidio Mastrodomenico, Andrea Ragni e Vitale Vertemati. Uomini e antifascisti strettamente legati a Sesto, per nascita, per storia personale e per aver lavorato all’interno delle fabbriche, i cui operai, con gli scioperi, sono diventati a loro volta protagonisti assoluti della Resistenza.

L’assessore leghista: “Vogliamo ricordare il loro sacrificio”

Ricordiamo il sacrificio di tanti uomini, molti dei quali giovani, che diedero la propria vita per difendere la libertà di tutti – ha sottolineato l’assessore lumbard, presente al momento della deposizione delle corone ai piedi della stele di piazza Loreto – Il fenomeno della Resistenza ha la particolarità di aver coinvolto trasversalmente, al di là dell’ideologia di ciascuno, giovani uomini e donne che hanno combattuto per restituire alle generazioni future la libertà, un valore che tutti ritenevano talmente superiore da andar oltre il credo politico di ciascuno”.

“Ma la Resistenza la fecero anche monarchici e fascisti convertiti, non solo comunisti”

L’assessore, nel suo intervento, ha sottolineato come l’antifascismo non sia stato patrimonio dei soli comunisti, socialisti e azionisti. “Vi furono partigiani cattolici, repubblichini, monarchici, federalisti e persino fascisti convertiti a seguito della deriva che il movimento prese – ha aggiunto – Il rispetto e la diversità ideologica devono venire garantiti a tutti, nel rispetto delle leggi vigenti. La storia insegna che ogni tentativo di soffocare la libertà fisica e ideologica dei popoli ha sempre incontrato la ribellione di questi. Una società civile si fonda sul pluralismo, sulla convivenza rispettosa di idee differenti purché incontrino il rispetto di tutti quei principi universalmente accolti nelle carte costituzionali e nei trattati internazionali di democrazia e uguaglianza. Ciascuno di noi deve riflettere su quei comportamenti che vengono posti in essere e che mirano, in un qualsiasi modo, a ledere la dignità altrui”.

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