Provocazione

Annunciato il funerale… dei ristoratori brianzoli

Il "corteo funebre" si terrà domani, giovedì, sotto al Palazzo di Regione Lombardia

Annunciato il funerale… dei ristoratori brianzoli
Cronaca Monza, 20 Gennaio 2021 ore 16:38

Il Covid ha ucciso molte persone, ma sta infierendo anche su molte attività. Per questo i ristoratori brianzoli hanno deciso di organizzare un funerale, simbolico, che rappresenta la morte delle loro imprese. E lo hanno fatto creando anche un manifesto funebre per i “Ristoranti italiani” mancati all’affetto dei loro cari. “A darne il triste annuncio, imprenditori, cuochi, camerieri, lavapiatti, baristi, fornitori, musicisti, clienti e amici”.  La veglia di preghiera si terrà domani, giovedì 21 gennaio 2021, dalle ore 8.30. “I funerali avranno luogo presso il Palazzo della Regione alle 16”, hanno annunciato i promotori.

Funerale dei ristoratori brianzoli

Il corteo funebre si svolgerà in automobile, dalla Brianza fino a Milano, al Palazzo di Regione Lombardia. Una provocazione forte, che arriva dopo il mezzo flop dell’iniziativa nazionale “Io apro”, cui in Brianza hanno aderito in 4-5 e che ha portato solo multe e problemi agli aderenti (a Monza, ad esempio alla fine si erano tirati indietro tutti per timore). Perché i brianzoli sono gente seria, gente che vuole rispettare le normative, ma che ora è messa in ginocchio da una pandemia che ha quasi spento la prima candelina. “Siamo in Lombardia, precisamente in Brianza, nella patria del lavorare e del fanaiman, siamo ristoratori, gestori di bar, pub, discoteche e sale da ballo, camerieri, cuochi, pizzaioli e baristi, ambulanti, organizzatori di eventi e operatori di street food, stanchi da come è gestita questa situazione”, spiegano i promotori.

Le motivazioni dei promotori

Situazioni molto simili quelli che stanno vivendo coloro che fanno parte dei settori più colpiti dalla pandemia. “Molti di noi sono in difficoltà, tantissimi non riapriranno mai più, il tutto comporterà perdita di posti di  lavoro con una conseguente crescita della disoccupazione. La situazione è arrivata ad un punto veramente cruciale: siamo in questa situazione da marzo, così non possiamo e non vogliamo andare avanti – le motivazioni che hanno portato al provocatorio funerale – Siamo esausti da questa situazione di “apri e chiudi” settimanale, di zona gialla, arancione e rossa! Le nostre attività hanno bisogno di pianificazione e programmazione, non possiamo permetterci di aprire in
modo saltuario. Siamo stanchi di essere catalogati come untori. Ora siamo chiusi dal 26 ottobre e i
contagi ci dite che continuano a salire, ma anche se cosi fosse non sarà sicuramente dovuto alla nostra
categoria”. Per questo i ristoratori chiedono risposte sui ristori (a loro dire insufficienti), sulle spese fisse che ci sono sempre come  affitti e utenze, su cassa integrazione per i dipendenti e i proprietari ma soprattutto su una riapertura in sicurezza. Perché questo è il vero e grande scopo.

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