“Anziani, restate a casa”

L'esortazione dell'assessore al Welfare Giulio Gallera di qualche giorno fa non sembra aver ottenuto l'effetto sperato.

“Anziani, restate a casa”
Monza, 06 Marzo 2020 ore 23:16

“Anziani, restate a casa”. Questa l’esortazione dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, ormai di qualche giorno fa. Non tutto però sembra filare per il verso liscio.

“Anziani, restate a casa”

Oggi lo stesso assessore ha lanciato un appello ad adottare atteggiamenti radicali per evitare che per molto tempo ci sia solo una crescita di contagi. “O assumiamo un atteggiamento individuale molto responsabile oppure non siamo in grado di valutare quando arriverà la discesa dei casi di contagio” ha affermato il responsabile regionale al Welfare.

Anche l’Ats ha fatto informazione

Cartello coronavirus Ats BrianzaIn questi giorni anche l’Ats Brianza (Agenzia di tutela della salute) ha diffuso ai Comuni delle Province di Monza e Brianza e di Lecco un manifestino sul quale sono riportate le undici regole da seguire per una corretta igiene, che vanno dal lavarsi spesso le mani all’uso della mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza alle persone malate.

Nessun cenno però all’invito-esortazione agli anziani a restare a casa il più possibile. E da quel che vediamo e constatiamo, forse per necessità o forse perché il messaggio non è arrivato a tutti gli anziani in là con gli anni, di over 65 in questi giorni ne vediamo in giro ancora molti. Non è una sensazione. A dimostrarlo ci sono purtroppo gli interventi eseguiti del 118 oggi, venerdì 6 marzo, nelle province di Monza e Brianza e Lecco, territori dell’Ats Brianza.

Oggi 15 soccorsi a persone anziane

A Monza e Brianza dopo le 8,30 del mattino sono state soccorse 22 persone (per strada o comunque in luoghi pubblici), ebbene di queste ben 9 erano over 65. In provincia di Lecco, sempre dalle 8,30 in avanti, i soccorsi sono stati 13, 6 hanno riguardato persone oltre i 65 anni (in tutto il territorio dell’Ats si va dai 68 agli 84 anni). C’è chi ha avuto un malore, chi è caduto e si è ferito mentre camminava, chi è caduto in bicicletta, chi ha avuto un incidente in auto. Nessuno per fortuna si è ferito in modo grave.

Forse però, nonostante diverse Amministrazioni comunali si siano già mobilitate per aiutare gli anziani, bisogna fare qualcosa di più per dar loro una mano senza per questo isolarle, come raccomandano anche i sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil  in una nota congiunta.

L’appello dei sindacati: “Anziani restate a casa ma…”

“Gli anziani, perché più fragili e alcuni spesso con patologie pregresse, sono potenzialmente i soggetti più a rischio. E tra le misure d’informazione e prevenzione alcune li riguardano nello specifico: l’invito è a restare a casa, a limitare le uscite, a limitare i contatti privati e pubblici, a evitare, comunque, luoghi affollati dove non è possibile mantenere le distanze di sicurezza interpersonale. Occorre però impedire che tutto ciò si trasformi in una sorta di isolamento, diventare invisibili. La mancanza di relazioni sociali può produrre altre situazioni da scongiurare come la depressione, la solitudine e la paura.

Invitiamo tutti a combattere un altro virus negativo: la solitudine, che non deve passare. Riscoprendo il valore della solidarietà che è silenziosa ma presente tra di noi”. Questo l’appello dei sindacati confederali, che insieme all’impegno della Amministrazioni e delle associazioni di volontariato ci auguriamo possa aiutare tutte le persone in là con gli anni, che in questo frangente sono le più esposte e più a rischio. Nel nostro piccolo, dove possiamo, facciamo qualcosa anche noi per dare loro una mano.

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