Arcore, il comitato di cittadini replica al sindaco sulla chiusura del passaggio a livello

Il comitato: "Crediamo che sia fondamentale mantenere un collegamento veicolare direttamente con il centro paese"

Arcore, il comitato di cittadini replica al sindaco sulla chiusura del passaggio a livello
Vimercatese, 04 Marzo 2019 ore 09:30

Tiene banco, in città, la questione relativa alla chiusura del passaggio a livello di via Battisti a partire dal primo gennaio del 2020 LEGGI QUI

La scorsa settimana un comitato di cittadini ha protocollato in Municipio la richiesta di referendum in merito a questa tematica.

Il quesito riguarda, dicevamo,  la chiusura del passaggio a livello di via Battisti, decisa qualche mese fa dall’Amministrazione comunale in accordo con Rfi. Sbarre che si abbasseranno per sempre il 1° gennaio del 2020 e in cambio Rfi verserà nelle casse comunali 600 mila euro che il Comune utilizzerà, in parte, per realizzare una rotatoria all’incrocio tra via Croce e via Casati. Passaggio a livello che sarà sostituito da un sottopasso ciclo-pedonale che sorgerà accanto all’Ufficio postale di via Gilera.

Opera che è già in fase di realizzazione e che verrà terminata nei prossimi mesi. Ma il comitato promotore del referendum punta a chiedere agli arcoresi se vi è la necessità, o meno, di realizzare un nuovo passaggio veicolare che colleghi la parte Est con l’Ovest della città.

La replica del sindaco Colombo

La scorsa settimana il primo cittadino Rosalba Colombo e l’assessore ai Lavori Pubblici Fausto Perego, attraverso le pagine del Giornale di Vimercate, avevano così commentato la richiesta del comitato di cittadini.

“Siamo di fronte ad un quesito pleonastico (“Volete voi che l’Amministrazione comunale, per far fronte alla chiusura del passaggio a livello di via Cesare Battisti, progetti e realizzi un nuovo passaggio veicolare che colleghi la parte est con la parte ovest della città separata dalla ferrovia?”, ndr) – avevano sottolieato il sindaco e l’assessore Perego – Ma, come fatto per la Tav Torino-Lione dal governo 5Stelle, prima di progettare un nuovo eventuale sottopasso ferroviario per le auto, dobbiamo portare avanti uno studio di fattibilità, o meglio, come si dice oggi, una analisi costi benefici dell’opera. E poi vorrei anche aggiungere che il referendum sarebbe solo consultivo, non andrebbe ad inficiare le scelte amministrative e costerebbe alle casse comunali 50mila euro. Si tratta di una analisi estremamente dettagliata che comporta il coinvolgimento di Rfi e di Italgas perché non sappiamo quali sotto servizi passano sotto quell’area. E poi l’analisi dovrà necessariamente tenere conto dei flussi di traffico. Non è detto che lo studio di fattibilità sia favorevole alla realizzazione di questa opera. E ancora, essendo il benzinaio di proprietà privata, questo vuol dire che dovremmo acquisire l’area e trovare una nuova ubicazione su un terreno comunale. Infine, vorrei ricordare al comitato promotore che il sottopasso era già previsto nel nostro Piano Generale del traffico Urbano. Ma siamo così sicuri che l’impatto di un sottopasso carrabile non sia invasivo per il centro della città? Sarebbe davvero utile spendere 4 milioni di euro per evitare a chi arriva da Oreno di allungare di un chilometro il tragitto in auto, recarsi sul cavalcavia e raggiungere via Gilera? E i commercianti cosa ne pensano dato che realizzare lì l’opera vorrebbe dire eliminare gran parte dei parcheggi della via Casati? La chiusura del passaggio a livello avrà come conseguenza la creazione di una rotatoria all’incrocio tra via Casati e Benedetto Croce e l’eliminazione”.

La replica del comitato di cittadini

Pronta è arrivata la replica del comitato promotore del referendum attraverso un comunicato stampa.

“Chiudere o meno il passaggio a livello? Certo, è questa la domanda a cui ci sarebbe piaciuto rispondere – si legge nel comunicato stampa – In realtà ci siamo ritrovati di fronte ad un accordo già preso. Numerose le perplessità avanzate dal Comitato di quartiere, ma la Giunta ha deciso di tirare dritto, forte di un accordo già stipulato e di una richiesta quasi perentoria fatta da Ferrovie. Eppure tanti arcoresi, ad oggi, non hanno ancora ben realizzato cosa accadrà tra qualche mese e sono convinti che un sottopasso veicolare si farà. È questo un motivo che ci ha spinto a presentare tale quesito, per accendere i riflettori sul nostro problema, portarlo al di fuori del quartiere e sensibilizzare tutta la città, spingere ciascuno ad informarsi e farsi un’opinione, visto che in molti attraversano quotidianamente la ferrovia per raggiungere luoghi e servizi situati in Arcore Sud. Crediamo che sia fondamentale mantenere un collegamento veicolare direttamente con il centro paese e finora il passaggio a livello, con tutti i suoi pro e contro, è stato il nostro cordone ombelicale. A molti di noi che saranno al di qua del muro appare indispensabile: essere collegati con un sottopasso pedonale non sarà mai come essere uniti con un attraversamento carrabile come consente oggi il passaggio a livello.
È evidente lo stato di isolamento in cui ci verremmo a trovare in questo frangente e ci chiediamo che ricadute possa avere la separazione di una parte del paese. Certamente l’eventuale sottopasso veicolare in centro sarà opera invasiva ma rappresenta la risposta ad un altro atto altrettanto invasivo che sta per accadere nel nostro quartiere. Tuttavia, a fronte di tutto ciò, una soluzione che tenga conto del quadro nel suo complesso non è mai stata cercata. Bocciata ogni soluzione alternativa, si ha l’impressione che la Giunta proceda a compartimenti stagni, certa della bontà delle sue posizioni. Neppure ci risulta che in vista della decisione di chiudere il passaggio a livello siano seguite analisi costi-benefici e tantomeno uno studio del traffico che, invece, è stato effettuato solo a posteriori e a seguito di esplicita richiesta del Comitato di quartiere. I risultati di questo studio, tuttavia, rimangono ancora ignoti. Riteniamo che sarebbe stata necessaria una valutazione preventiva dei disagi che potrà causare la chiusura del passaggio a livello. La richiesta avanzata rende l’idea delle difficoltà che prevediamo possano scaturire da questa scelta. Chi vive quotidianamente l’attraversamento della ferrovia (dal PL o dal cavalcavia) intuisce che, alla rottura dell’attuale equilibrio, le contromisure proposte dal punto di vista viabilistico saranno molto probabilmente inefficaci. Ecco spiegato perché è stato messo nero su bianco questo particolare quesito, nato dal timore di rimanere chiusi, imbottigliati, all’ombra dei palazzoni che crescono veloci e non più, ahimè, dei nostri cedri. Inoltre non riteniamo ragionevole invocare la tangenzialina quale panacea di tutti i mali: da anni se ne parla ma concretamente non esiste, quindi non può essere inclusa in ideali valutazioni del traffico. Infine, pur condividendo la causa ecologista che talvolta viene portata a supporto, dobbiamo constatare come la realtà dei fatti ci porta ad essere poco fiduciosi in tal senso: senza un vero piano di disincentivo all’uso dell’automobile è difficile credere che le cose possano cambiare, ancor più visto l’aumento del numero degli abitanti e delle strutture ricettive nei palazzi in costruzione. Alla luce di queste considerazioni ci è sembrato opportuno richiedere una consultazione popolare per consentire l’espressione di un sentire che riteniamo non sia stato ancora colto dall’Amministrazione, altresì per poter manifestare quale futuro dare alla nostra città e soprattutto al nostro quartiere”.

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