Bilancio

Arcore, il lockdown manda in rosso i conti del Comune

Giù le entrate per Imu, tasse e addizionale Irpef. Preoccupa anche Villa Borromeo.

Arcore, il lockdown manda in rosso i conti del Comune
Vimercatese, 16 Agosto 2020 ore 10:32

Il lockdown manda in rosso i conti del Comune di Arcore, costretto a fare i conti con una situazione non semplice. Giù le entrate per Imu, tasse e addizionale Irpef.

Preoccupa anche Villa Borromeo

Le casse comunali piangono e non fanno dormire sonni tranquilli al vicesindaco e assessore al Bilancio Valentina Del Campo: oltre 300mila euro in meno di entrate a causa della pandemia di questi mesi. Ai quali si aggiungono anche le difficoltà di bilancio nella gestione di Villa Borromeo. Cominciano a farsi sentire, in maniera pesante, gli effetti del lockdown dal punto di vista dei mancati introiti a cui il Comune di Arcore dovrà fare fronte a seguito della riduzione delle entrate relative ai primi mesi del 2020. Quattro i dati che fanno riflettere e che la dicono lunga sulle difficoltà economiche che stanno attraversando tutte le amministrazioni comunali: 50mila euro, circa, sono gli introiti mancanti per quanto riguarda l’addizionale Irpef, 125mila euro, invece era la somma che i funzionari comunali pensavano di incassare con le multe stradali e che, invece, a causa dell’emergenza Covid, non sono state elargite. A queste si aggiunge anche un mancato introito di circa 150mila euro in meno riguardante l’Imu sulle seconde case. A questo dato si aggiunge un altro aspetto preoccupante: infatti il governo romano aveva promesso lo stanziamento di una cifra di circa 800mila euro che sarebbe servita per far fronte ai mancati introiti. Cifra che, però, è stata rivista al ribasso dalla ragioneria dello Stato, tant’è che ad oggi la cifra che arriverà da Roma si attesta a 629mila euro, quindi ben 170mila euro in meno rispetto a quanto previsto. Tutti questi dati sono stati illustrati durante l’ultimo consiglio comunale, che aveva all’ordine del giorno una importante variazione di bilancio.

“In questo momento abbiamo una riduzione di introiti riguardanti l’addizionale Irpef di circa 50mila euro rispetto a quanto previsto – ha sottolineato il vicesindaco Del Campo – Ad oggi non siamo in grado di capire se questa cifra basterà o se dovremo intervenire ancora per abbassare ulteriormente questa somma. Invece per le contravvenzioni stradali abbiamo una riduzione significativa di 125mila euro dato che non sono state emesse multe durante i mesi di pandemia e non sono stati effettuati interventi della Polizia locale. Invece, per quanto riguarda l’Imu, solo a dicembre avremo l’importo esatto delle minori entrate a cui dovremo fare fronte. Al momento posso dire che rispetto all’acconto ipotizzato, la differenza, in meno, è di circa 150mila euro. Ma si tratta di un dato che non tiene conto del fatto che esiste la possibilità di spostare l’intero pagamento a dicembre. Vedremo”.

Un panorama a tinte fosche per le casse comunali se si aggiungono anche i dati non incoraggianti riguardanti il bilancio del 2019 delle entrate e delle uscite di Villa Borromeo, che presentano un passivo di 272mila euro. Le entrate ammontano a poco più di 78mila euro, mentre le uscite sono di 350mila euro, con un pesante passivo di 272mila euro. Tra le uscite troviamo anche 200mila euro di rata semestrale di leasing alla quale si aggiunge anche l’altra rata semestrale di spese di manutenzione per 25mila euro. Nel 2020, però, le spese semestrali raddoppieranno (nel 2019 era stata messa a bilancio una sola rata semestrale) e quindi le rate annuali per leasing e manutenzione raggiungeranno la cifra totale di 450mila euro. In sintesi il totale delle uscite consolidate della Villa Borromeo per i prossimi 20 anni ammonteranno a 575mila euro. Le entrate invece raccontano tutte le difficoltà di una gestione difficile: 15mila euro sono il rimborso dell’energia elettrica che garantiamo a Brera per l’utilizzo delle Scuderie, 36mila euro per l’affitto del parco della villa per lo spettacolo televisivo Bake Off e 4mila euro grazie ai matrimoni privati, mentre 12mila euro entrano per l’affitto dei locali ai privati e 10mila euro sono l’introito delle iniziative pubbliche e per le visite alla villa. Entrate e uscite parlano chiaro: 500mila euro di disavanzo trasformano un progetto ambizioso in una spesa corrente che sottrarrà risorse importanti ad altre priorità alla luce delle difficoltà dovute alla pandemia.

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