Arcore, la carica dei 226 per un contratto a tempo indeterminato

Tantissime le domande di partecipazione al concorso pubblico che prevede l'assunzione a tempo indeterminato di due collaboratori amministrativi, di cui uno part-time

Arcore, la carica dei 226 per un contratto a tempo indeterminato
Vimercatese, 28 Febbraio 2019 ore 13:18

Il posto fisso rimane il sogno proibito non solo dell’attore Checco Zalone, il protagonista indiscusso del film “Quo Vado?” ma anche degli italiani.

E lo sanno bene anche i funzionari del Comune di Arcore che nei giorni scorsi si sono visti recapitare, in Municipio, ben 236 domande di partecipazione ad un concorso pubblico che prevede l’assunzione a tempo indeterminato di due collaboratori amministrativi, di cui uno part-time. Figure professionali che lavoreranno in Municipio.

Arrivano da tutta Italia

Ben 226 coloro che sono stati ammessi direttamente alle prove, mentre altri 10 sono stati ammessi con riserva. E arrivano da tutto lo Stivale, Sicilia e Sardegna comprese.

Segno evidente di come il posto fisso in una amministrazione pubblica sia ancora molto ambito.

Gli aspiranti ai due contratti di lavoro a tempo indeterminato si ritroveranno lunedì 11 marzo al Teatro Nuovo di via San Gregorio per partecipare alla preselezione (anche la location è cambiata visti i candidati). Chi passerà i primo step parteciperà alle due prove scritte, in programma per lunedì 18 marzo sempre nel teatro dell’oratorio. Infine la prova orale è prevista per giovedì 28 marzo in Municipio.

Lo studio Sgw cosa dice?

Il posto fisso, dicevamo, rimane il sogno proibito degli italiani. La conferma arriva da un’indagine di Swg, società specializzata in progettazione e realizzazione di ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, studi di settore e osservatori, secondo cui il contratto stabile è ancora all’apice delle nostre aspirazioni: il 49% degli intervistati lo reputa fondamentale e il 39%, se non prioritario, quantomeno importante. Per quali ragioni? Il 67% del campione pensa che il lavoro duraturo sia essenziale per la progettualità, per esempio per programmare acquisti o vacanze, o per costruirsi un futuro sereno, un po’ più scarico di apprensioni e preoccupazioni. Si tratta di una percentuale in aumento del 6% rispetto al 2016: è più bassa però fra i giovani (63% nella fascia d’età 25-34 anni e 64% nella fascia d’età 35 -44 anni) e gli ultrasessantenni (60% dopo i 64 anni), mentre elevata nella fascia d’età 45-64 anni (oltre il 70%). Solo il 19% degli italiani preferisce buttarsi e avviare un’attività in proprio. Il posto fisso è ambito soprattutto nel settore pubblico.

Le professioni più ambite

Ma quali sono le professioni più ambite dai nostri connazionali? Innanzitutto, quelle statali: il 28% dei partecipanti alla ricerca ambisce a un posto fisso nel settore pubblico, il 13% in più rispetto a ottobre 2016. Tuttavia, non mancano il timore che un impiego di questo tipo, negli anni, possa diventare poco stimolante e la consapevolezza che fare carriera nel settore non sempre è facile. Il 12%, invece, sceglierebbe l’insegnamento. Seguono il programmatore informatico e l’esperto in comunicazione digitale o social marketing (11%), l’imprenditore (3 punti percentuali in meno rispetto a ottobre 2016), il dirigente d’azienda e il creativo in una società di comunicazione o designer (10%). Ambite anche le professioni di bancario (9%), commerciante e artigiano con un negozio di proprietà (3 punti percentuali in meno rispetto a ottobre 2016), l’avvocato, il medico, il commercialista, il notaio, il ricercatore universitario e il lavoratore in una cooperativa sociale/educativa (8%).

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