Bilancio Caritas 2025

Arcore, la nuova mappa della povertà: le famiglie italiane superano quelle straniere

Per la prima volta in 18 anni il Bilancio di missione Caritas registra l’inversione di tendenza (55,7%). Il sindaco Bono: «Siete le sentinelle del territorio». Ripamonti: «Dietro i numeri ci sono i volti»

Arcore, la nuova mappa della povertà: le famiglie italiane superano quelle straniere
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Un dato destinato a lasciare un segno profondo nel dibattito sociale cittadino e a riscrivere i contorni della povertà sotto il campanile. E, per certi versi, ad impattare in maniera importante anche nei temi della imminente campagna elettorale.

Per la prima volta dopo diciotto anni di osservazione continuativa da parte del Centro d’ascolto di Arcore, le famiglie italiane in difficoltà economica (55,72%) hanno superato numericamente quelle di origine straniera (44,28%). La svolta statistica è emersa dal 18° Bilancio di missione della Caritas della Comunità Pastorale Sant’Apollinare, illustrato nella serata di ieri, venerdì,  all’interno di un partecipato incontro pubblico che ha visto la presenza del sindaco Maurizio Bono, del responsabile della Caritas di Monza Lorenzo Viganò e del responsabile della Caritas del Decanato di Vimercate Federico Ripamonti. A fare gli onori di casa il parroco don Virginio Vergani.

Una fotografia netta che certifica un’inversione di tendenza rispetto al passato. Se per quasi un ventennio la soglia della marginalità e le richieste di supporto materiale si erano concentrate prevalentemente sui percorsi di integrazione e sui nuclei di cittadinanza estera, il resoconto curato dai volontari ha messo in luce come la vulnerabilità e l’impoverimento abbiano progressivamente intaccato ampie fette di popolazione autoctona. Nel dettaglio, il Centro d’ascolto di via Umberto I ha seguito complessivamente i nuclei familiari attraverso colloqui mirati nel corso dell’anno, evidenziando come la crisi economica abbia smesso di essere un’evenienza transitoria per diventare una condizione strutturale di molte case arcoresi.

Casa e reddito: le emergenze delle famiglie

Entrando nel dettaglio dei dati socio-demografici ed economici illustrati nel report, a pesare in modo determinante sui bilanci domestici è la combinazione tra la mancanza di un’occupazione stabile e l’erosione del potere d’acquisto.

Dal documento emerge che il bisogno primario resta legato al reddito (indicato nel 67% dei colloqui): ben il 23% di chi si è rivolto agli sportelli parrocchiali ha dichiarato di non disporre di alcuna entrata economica, mentre il 65% ha lamentato entrate fortemente insufficienti per far fronte alla spesa quotidiana o alle spese straordinarie, quali visite specialistiche, terapie mediche e ausili sanitari — un capitolo, quest’ultimo, che vede in prima linea soprattutto i pensionati italiani richiedenti sussidi per l’acquisto di medicinali.

Subito dietro, la mancanza di un lavoro stabile rappresenta il fattore scatenante che trascina con sé il disagio abitativo (segnalato nel 12% dei bisogni), con difficoltà crescenti nel sostenere il pagamento degli affitti sul mercato privato, la coabitazione forzata e il rischio concreto di scivolare nello sfratto.

La rete dei servizi e dei volontari

L’analisi dei dati offerta durante la serata ha permesso di scandagliare anche l’articolata galassia dei servizi messi in campo dalla comunità cristiana e dalle realtà associative del territorio.

Un sistema che poggia sull’impegno insostituibile di cento volontari distribuiti tra:

Centro d’ascolto e distribuzione viveri: la gestione ordinaria e lo sportello “La Provvidenza”, che nel corso dell’anno ha garantito tonnellate di prodotti freschi ritirati dai supermercati locali (Coop, Esselunga, Il Gigante e Aldi).

  • Supporto materiale e d’emergenza: il magazzino del guardaroba per la raccolta e redistribuzione degli indumenti.
  • Telefono Amico: a supporto delle persone anziane e sole, con 1.385 telefonate effettuate nel corso dell’anno.
  • Punto Mamma: attivo con corsi di lingua italiana per donne straniere e progetti educativi e di sostegno scolastico come “Righello e pastello”.

Le voci delle istituzioni: Bono e Ripamonti

Nel corso del convegno, le istituzioni e i vertici Caritas hanno espresso parole di grande stima per il valore sociale dell’opera svolta.

Il sindaco Maurizio Bono ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dall’associazione nel tessuto urbano:

“Ringrazio di cuore voi volontari e operatori Caritas perché con il vostro impegno arrivate dove la macchina amministrativa non riesce purtroppo. La verità è che alle 2 del pomeriggio gli uffici comunali chiudono e se dovesse esserci una emergenza al pomeriggio deve intervenire il sindaco o l’assessore, con tutti i limiti del caso. Purtroppo nella pubblica amministrazione è difficile far passare il concetto di servizio. Un servizio che permette a tante persone di trovare una dignità oltre che un aiuto. Siete le sentinelle sul territorio”.

A fargli eco è stato Federico Ripamonti, responsabile della Caritas del Decanato di Vimercate, proponendo una riflessione sul significato profondo dei dati presentati:

“I numeri di questo bilancio sociale ci dicono due cose: la prima è che dietro i numeri ci sono volti e persone a cui voi date speranza. Voi cambiate veramente la giornata di alcune persone. La seconda è che voi fate una esperienza di una alternativa possibile, un mondo diverso, una comunità migliore. Al mondo serve vedere che c’è una possibilità diversa di vivere il mondo”.

Un alleanza contro l’assistenzialismo

Accanto ai numeri e agli interventi, il Bilancio di missione ha acceso i riflettori sulla ricchezza di una rete che coinvolge le Famiglie Solidali, il Banco Alimentare, gli Alpini e le realtà del volontariato locale coordinate nell'”arcipelago della solidarietà”.

Di fronte a una fragilità che non ha più confini geografici o passaporti, le testimonianze condivise dai relatori hanno ribadito la necessità di stringere ulteriormente le maglie della rete locale: un invito a non abbassare la guardia, trasformando il dato numerico in uno stimolo costante per l’intera comunità di Arcore verso una prossimità sempre più concreta, mirata e capace di contrastare ogni forma di assistenzialismo passivo.