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Arcore, lettera aperta della U.S. Casati sulla casa di riposo

Il presidente del sodalizio Radice: "Niente pregiudizi, ma la rsa deve essere conforme alla legge"

Arcore, lettera aperta della U.S. Casati sulla casa di riposo
Cronaca Vimercatese, 01 Dicembre 2020 ore 11:43

Arcore, lettera aperta della U.S. Casati sulla casa di riposo.

Il sodalizio biancoverde, nei giorni scorsi, ha scritto una lettera alla cittadinanza arcorese, che vi proponiamo in esclusiva sull’edizione odierna de “Il Giornale di Vimercate”, attraverso la quale avanza delle considerazioni sulla casa di riposo che verrebbe realizzata da «Borgo Lecco Iniziative» in via Sant’Apollinare, davanti al PalaUnimec.

Le osservazionio protocollate in Municipio

La scorsa settimana  la Casati, guidata da Antonio Radice, in quanto portatore di interessi nell’affaire rsa vista la vicinanza del Palaunimec con la nuova struttura, ha protocollato, negli uffici di Largo Vela, le proprie osservazioni in merito alla proposta di realizzazione della casa di riposo avanzata da Borgo Lecco a ridosso del palazzetto dello sport che ogni giorno accoglie centinaia e centinaia di atleti.

Si tratta di un vero e proprio dossier, realizzato a più mani da avvocati ed esperti di urbanistica. Vi proponiamo di seguito un breve estratto della lettera, che potrete leggere, in maniera integrale, sul Giornale di Vimercate in edicola a partire da stamattina, martedì 1 dicembre 2020.

La lettera aperta

“Premesso che non sta a noi giudicare, ma è tutto rimesso al potere discrezionale dell’Amministrazione comunale, dallo studio della proposta della casa di riposo sono emerse alcune criticità dal punto di vista urbanistico e strutturale – si legge nella lettera firmata da Radice – Il progetto prevede una densità edilizia, cioè il rapporto tra i metri cubi di edificio e la superficie del lotto di intervento, di molto superiore a quanto previsto dal Piano di governo del territorio. Inoltre sorge più di un dubbio sulla conformità della soluzione adottata e sui limiti di capienza massima previsti dalla legge. Da ultimo ci si è posti la seguente domanda: gli aggravi in termini urbanistici (parcheggi e traffico, ndr) sono stati adeguatamente considerati nel progetto? Sono equamente bilanciati dagli impegni che l’operatore privato intende assumersi verso la comunità? Noi ci limitiamo a fornire questi spunti di riflessione, poi le risposte competono all’Amministrazione comunale”.

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