Arcore saluta il suo reduce di Russia del battaglione Val Cismon

Si è spento il 97enne Giovanni Polli

Arcore saluta il suo reduce di Russia del battaglione Val Cismon
Cronaca 25 Ottobre 2017 ore 18:11

Arcore dice addio al 97enne alpino Giovanni Polli, reduce della campagna di Russia del battaglione Val Cismon.

Con Polli se ne va un pezzo di storia degli Alpini d’Italia e del gruppo di Arcore, capitanato da Valerio Viganò.

Uno degli ultimi che è riuscito a tornare dalla campagna di Russia

Infatti il 97enne, che avitava in via Baracca al Villaggio Falck,  verrà ricordato per sempre come uno degli ultimi che è riuscito a tornare a casa dalla Campagna di Russia con Valore e sulle proprie gambe.

L’uomo lascia i figli Rinaldo e Antonella, oltre ai nipoti Alessandra e Andrea.

Le esequie dell’alpino, padre dell’ex assessore Rinaldo Polli,  verranno celebrate domani mattina, giovedì, alle ore 10 nella chiesa di Sant’Eustorgio.

Una storia più unica che rara quella di Polli

Una storia emozionante, sicuramente più unica che rara.

Era il 1942, la guerra dissanguava l’esercito italiano e la sezione alpina «Val Cismon» si trovava al fronte durante la tragica ritirata di Russia.

E tra gli eroici soldati c’era lui, Giovanni Polli, testimone di quei drammatici giorni e che purtroppo, durante le fasi concitate della guerra, perse nella neve della steppa russa la propria piastrina militare.

Dopo più di mezzo secolo, però, la notizia che trasforma la storia in un qualcosa di incredibile.

Infatti nel 2014 due alpini piemontesi della sezione motociclistica, Aldo Bergoglio e Massimo Rubeo, durante un viaggio attraverso l’Europa che li ha portati in Russia, sono entrati in possesso della suddetta medaglietta e, appena scoperto che il legittimo proprietario era ancora in vita, non hanno esitato a contattarlo per potergliela riconsegnare.

Domenica 22 giugno 2014 rimarrà nella storia degli Alpini di Arcore

L’alpino Giovanni Polli insieme al sindaco Rosalba Colombo

E domenica 22 giugno del 2014, nelle scuderie di Villa Borromeo, di fronte a tutta l’Amministrazione comunale, l’alpino Giovanni ha potuto riavere ciò che gli apparteneva e che la terra sovietica aveva inghiottito per 70 lunghissimi anni.

«Per me è un onore mettere al collo di Giovanni la sua piastrina – aveva chiosato emozionata il sindaco Rosalba Colombo – Riconsegno un pezzo di storia a un eroe».

«Ringrazio tutti per le belle parole – aveva commentato Giovanni Polli prima che le lacrime e i ricordi interrompessero il suo discorso – Mi dispiace per i nostri fratelli che sono rimasti là».

Compagni che l’alpino Polli avrà sicuramente già riabbracciato.

 

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