Arrestato a Seveso l’assassino di ‘ndrangheta

L'omicidio di un 21enne a fine settembre a Vibo Valentia, il killer 32enne si era rifugiato in città per evitare l'arresto e per timore delle ritorsioni dei familiari della vittima.

Arrestato a Seveso l’assassino di ‘ndrangheta
Seregnese, 27 Novembre 2019 ore 09:34

Nella notte scoperto e arrestato dai Carabinieri a Seveso il presunto assassino di Salvatore Battaglia, il 21enne vittima di una sparatoria tra il 27 e 28 settembre a Vibo Valentia.

Arrestato assassino di ‘ndrangheta

All’alba i Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, in collaborazione con i colleghi di Seregno, hanno scoperto e arrestato in centro città a Seveso il presunto assassino di Salvatore Battaglia, il 21enne che era stato ferito tra il 27 e 28 settembre a Vibo Valentia nel corso di una sparatoria.

Chi è il presunto assassino

Al termine delle indagini condotte sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, è emerso che ad uccidere Salvatore Battaglia e a ferire il 23enne Giovanni Zuliani sarebbe stato Antonio Felice, 32 anni di Vibo Valentia, figlio di un noto pregiudicato del posto. E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Un agguato di ‘ndrangheta

Nel corso delle indagini condotte dall’Arma calabrese, in collaborazione con la Compagnia di Seregno, è emerso che si trattava di un agguato di ‘ndrangheta, al culmine di alcune tensioni nell’ambiente criminale per il controllo e la concorrenza di alcuni esercizi pubblici. In particolare un bar e un circolo ricreativo nella popolosa frazione di Piscopio a Vibo Valentia.

La sparatoria a Vibo Valentia

Antonio Felice, secondo quanto ricostruito,  prima aveva sparato e ferito alle gambe Giovanni Zuliani. In seguito aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco verso l’auto nel quale si trovava Salvatore Battaglia, gravemente ferito e deceduto due giorni dopo all’ospedale di Catanzaro.

La fuga in Brianza

Il presunto killer era scappato per evitare l’arresto ma anche per paura di una rappresaglia da parte dei familiari di Battaglia e Zuliani, imparentati con noti esponenti di vertice della Locale di ‘ndrangheta di Piscopio. La sua fuga è durata quasi due mesi. I militari dell’Arma erano sulle tracce del presunto omicida già da qualche giorno. E’ stato arrestato nella notte scorsa a Seveso, dove si era rifugiato presso amici.

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