Arrestato il presidente della coop che aveva acquistato il nido comunale

In carcere Pietro Marino Biondi alla guida di "Progetto Vita", che aveva acquistato "Il girotondo" a Vimercate.

Arrestato il presidente della coop che aveva acquistato il nido comunale
Vimercatese, 12 Dicembre 2018 ore 15:14

Arrestato il presidente della Coop che aveva acquistato il nido comunale. Pietro Marino Biondi, 62 anni, è finito in carcere nell’ambito di un’indagine condotta dalle Procure della Repubblica di Gela e Catania. Operazione che ha consentito di smantellare una rete di cooperative che lucrava sui centri per i richiedenti asilo e non solo. Otto le cooperative e associazioni finite nel mirino. Tra queste anche la Coop “Progetto Vita onlus”,  guidata dallo stesso Biondi,  che aveva acquistato il ramo d’azienda dell’asilo nido comunale di Vimercate “Il Girotondo”. Struttura finita nel 2017 sull’orlo della chiusura proprio per la cattiva gestione da parte della cooperativa.

I reati contestati

Complessivamente sono 12 le persone che nei giorni scorsi hanno ricevuto la visita della Polizia di Gela e dei Carabinieri di Messina. I reati contestati sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, estorsione e maltrattamenti.

Biondi era il capo

Due le persone finite in carcere. Tra queste proprio Biondi considerato dagli inquirenti, insieme a Gemma Iapichello, 42 anni, il capo del gruppo. In sostanza, secondo gli inquirenti, il gruppo criminale guidato da Biondi avrebbe creato un sistema che si fondava sulle assunzioni nelle varie cooperative e associazioni di parenti di funzionari pubblici addetti al controllo dei servizi forniti dalle coop in questione. In particolare le indagini sono state avviate nel giugno del 2017 a carico di coop e associazioni attive nell’ambito dell’assistenza ai minori extracomunitari non accompagnati, disabili, anziani. Il tutto con lo scopo di accumulare profitti economici da investire poi in altre attività imprenditoriali. Biondi e gli altri indagati, secondo l’accusa, avrebbero anche somministrato alle persone assistite cibo di scarto e non avrebbero fornito assistenza con personale qualificato. Oltre a ciò ai giovani stranieri non accompagnati sarebbe stato fornito in più di un’occasione vestiario insufficiente e messi a disposizione posti letto infestati di pulci, tanto da costringere i giovani a dormire per terra.

Oltre a ciò Biondi e altri avrebbero allacciato rapporti con impiegati dell’Inps che li informavano (in cambio dell’assunzione nelle cooperative di parenti) di controlli e ispezioni.

La vicenda di Vimercate

Il caso di Vimercate era nato tra il 2012 e il 2013 quando la precedente Amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Paolo Brambilla aveva deciso di esternalizzare il servizio del nido comunale “Il girotondo” di via XXV Aprile. Il ramo d’azienda era stato messo in vendita con un bando di gara. Una scelta da subito contestata dalle insegnanti (che avevano manifestato anche nell’aula del Consiglio comunale) e dalle forze politiche di opposizione. Tra loro in prima fila, accanto alle maestre, si era schierato l’allora esponente di minoranza Francesco Sartini, oggi sindaco 5 Stelle.

La “latitanza” di Biondi

L’asilo era stato assegnato, tra mille difficoltà, alla cooperativa “Progetto vita” guidata da Biondi. Dopo pochi mesi erano emersi i primi problemi: ritardi nei pagamenti degli stipendi e una sostanziale latitanza dei vertici della cooperativa tanto che le maestre erano state costrette ad una sorta di autogestione.

Dal canto suo Biondi aveva più volte bussato alla porta dell’allora sindaco Brambilla per battere cassa, chiedendo contributi per scongiurare la chiusura. Un situazione trascinatasi  fino alla seconda metà del 2016 quanto il neo sindaco Sartini aveva preso in mano la situazione dando corso alla promessa fatta alle dipendenti della struttura. Nel luglio del  2017 la “Progetto Vita” aveva inviato le lettere di licenziamento annunciando la chiusura del servizio fornito a più di 50 famiglie. Il primo cittadino 5 Stelle era riuscito in extremis a trovare una nuova cooperativa, “La Spiga”, che era subentrata nell’ottobre  e che continua a garantire il servizio.

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