Assicurazione, settore previdenza e figure professionali

Assicurazione e settore previdenza, le nuove figure professionali in un settore economico che assicura solidità e buona solvibilità

Assicurazione, settore previdenza e figure professionali
Monza, 29 Gennaio 2019 ore 08:50

 

Assicurazione e settore previdenza: fra i servizi al cittadino e al consumatore in generale, i servizi assicurativi sono certo una realtà preminente.

Compagnie assicurative

Tutti, nessuno escluso, ha a che fare con le compagnie assicurative, non foss’altro che per la semplice polizza dell’auto. Ma anche chi non è intestatario di una vettura (o semplicemente di un ciclomotore) ed ha magari stipulato un mutuo per la casa, in «calce» ha sottoscritto anche un’assicurazione sui rischi con la banca… Qualche eccetera completa i ragionamenti. Le assicurazioni in Italia sono una delle fette più importanti dell’economia e rientrano a pieno tutolo nei servizi che il sistema socio-economico occidentale eroga al cittadino. Non sono poche le sfaccettature riguardo questo complesso settore, ma una fra le più innegabili è che esso dà lavoro a tantissime persone.

Figure professionali

In particolar modo alle figure professionali tradizionali del settore assicurativo (come nel caso dei sub-agenti e degli agenti o responsabili di agenzia) si aggiunge la figura del perito assicurativo. Per la quale non basta una buona formazione generale e ormai un corso di specializzazione e/o un master sono titoli graditi. Ma le assicurazioni guardano anche a figure iper-specializzate. Il settore che vede un aumento notevole del volume degli affari è legato al ramo vita e previdenza. In particolare la figura del promotore finanziario ha registrato un notevole boom.

Un settore solido

Ma come vanno veramente le cose in questo ramo del business? A fine 2018 l’Autorità di Vigilanza europea ha avviato un’indagine per rispondere alla domanda. Sono stati coinvolti ben 42 gruppi assicurativi europei (di cui quattro italiani ovvero Generali, Sanpaolo, Poste e Unipol). Lo stato di partenza delle imprese italiane ha confermato che la situazione di solvibilità del settore è solida. In tutti e tre gli scenari ipotizzati, seppure severi, il mercato italiano continua ad essere adeguatamente coperto.

Gli scenari

E’ stato simulato un contestuale peggioramento degli spread dei titoli obbligazionari, oltre a un deflusso di massa degli assicurati e a un aumento dell’inflazione. Quindi un periodo prolungato di tassi bassi accompagnato da un aumento della longevità. Infine la situazione più… «estrema» con otto eventi catastrofici (2 terremoti, 4 tempeste e 2 inondazioni). Ebbene, il livello di solvibilità per le compagnie italiane è rimasto invariato. Le assicurazioni sono in grado di pagare tutti coloro che ne avrebbero diritto senza rischiare la bancarotta. Quindi il settore è solido. Val la pena di pensarci se si cerca lavoro (o se ci si vuole assicurare).

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