L’Atletica Monza per una visione sana dello sport

Ha aderito al progetto Freemoving nato nel 2016 con sede nel capoluogo della Brianza in via San Gottardo

L’Atletica Monza per una visione sana dello sport
Cronaca 13 Novembre 2017 ore 16:22

L’Atletica Monza per una visione sana dello sport

Inclusione

Che lo sport faccia bene non solo al corpo è una verità ormai nota. Come anche il fatto che uno degli obiettivi di una buona attività fisica dovrebbe essere la capacità di veicolare messaggi positivi, in grado di favorire una crescita umana e sociale delle persone. Lo sanno, o dovrebbero saperlo, soprattutto i campioni degli sport più diffusi. Che hanno l’onore e l’onere delle responsabilità di diventare dei veri e propri modelli da seguire per i più giovani. Ma una visione sana dello sport, per poter dare utili insegnamenti di vita, deve essere diffusa anche a livello dilettantistico e tra i semplici appassionati.

Atletica Monza

Lo ha capito l’Atletica Monza, che ha aderito con convinzione ad un progetto di inclusione di Freemoving, polisportiva di sport per disabili, nata nel 2016 e con sede proprio nel capoluogo della Brianza in via San Gottardo. Da questa stagione agonistica, infatti, alcuni ragazzi ipovedenti e non vedenti avranno la possibilità, oltre al consueto allenamento con Freemoving il sabato pomeriggio, di seguire un corso dell’Atletica Monza. Questi ragazzi “speciali”, affiancati da una persona della polisportiva monzese, potranno correre e fare attività fisica sulla appena rinnovata pista di viale Cesare Battisti.

Il progetto

Il progetto di inclusione ha già avuto il suo avvio ufficiale. Un bimbo di 8 anni, infatti, giovedì scorso ha svolto il primo allenamento con gli Esordienti B della società bianconera, guidati da Martina Arosio. Ad accompagnare il piccolo atleta è stata Marta, una studentessa del Liceo scientifico “Paolo Frisi” di Monza. L’istituto ha un accordo con Freemoving legato all’alternanza scuola-lavoro. Marta, in passato tesserata per l’Atletica Monza, è solo una delle componenti di un gruppo di ragazzi che sta mettendo a disposizione parte del proprio tempo per fare da guida a giovani ipovedenti e non vedenti in diverse attività sportive.

Freemoving

Si tratta, in maggioranza, di ex Cadetti dell’Atletica Monza. Freemoving, oltre all’atletica leggera, incentiva i disabili anche nella pratica di nuoto, arrampicata, acqugym, tandem, difesa personale. Un movimento, è proprio il caso di dire, che sta crescendo, anche se a Monza lo sport paralimpico deve ancora diffondersi. Un passo è stato fatto lo scorso 15 ottobre, quando, in piazza Trento e Trieste, c’è stata la prima edizione dell’ Ability Day, un evento organizzato dalla Fondazione Alessio Tavecchio, con la collaborazione anche di Freemoving, per avvicinare le persone al mondo della disabilità attraverso una serie di esperienze sensoriali.

Un obiettivo ambizioso

Un obiettivo ambizioso, condiviso dalla presidente della polisportiva di via San Gottardo, Antonella Inga, velocista ipovedente, specialista nei 100 e 200 metri, ma anche ottima saltatrice in lungo nella categoria T12, che ha fortemente voluto creare Freemoving insieme al fidanzato Luca Aronica, non vedente. Antonella si allena proprio sulla pista di viale Cesare Battisti. A seguirla è Elisa Bettini, dal 2003 al 2013 eptatleta nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre con diverse presenze in Nazionale, poi allenatrice di 2° livello della Fidal e collaboratrice anche dell’Atletica Monza per la categoria Cadetti. Nel frattempo Elisa ha fatto da guida ed assistente ad Arjola Dedaj, atleta non vedente, con la quale nel 2016 è andata anche alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro per disputare i 100, 200 metri e salto in lungo.

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