Presa la banda di “Fast and Furious”: la super car nascosta a Sesto San Giovanni

Entravano nelle abitazioni e le svaligiavano per poi fuggire sulla Brebemi, sfruttando la potenza del proprio bolide

Presa la banda di “Fast and Furious”: la super car nascosta a Sesto San Giovanni
Cronaca 18 Agosto 2017 ore 09:34

I quattro arrestati gravavano a Pioltello e da qui si spostavano a Sesto San Giovanni, dove in un box tenevano la “super car”

Tenevano la super car nascosta a Sesto San Giovanni

Svaligiavano villette e appartamenti e poi si volatilizzavano a bordo di una “super car”. E’ proprio il mezzo di trasporto utilizzato per le loro fughe, una potentissima Mercedes C55 Amg station wagon, 5.400 di cilindrata, con motore modificato, capace di raggiungere i 300 chilometri orari, il tratto distintivo della banda di albanesi arrestata dalla Squadra mobile di Milano.

Cinque persone sono finite in manette. Per quattro di loro (Artan Zefi, 30 anni, Zef Nikolli, 25, Bledar  e Vincec Leshi, 30 e 26) il gip di Milano ha disposto la detenzione in carcere, mentre il quinto membro della banda è al momento stato rilasciato.

Le indagini della Questura

Le indagini erano state avviate dalla Questura di Brescia qualche mese fa a seguito di una serie di colpi, commessi sull’asse Milano-Bergamo-Brescia, che avevano in comune una Mercedes grigia di grossa cilindrata. Gli inquirenti sono riusciti poi a ricostruire il percorso dell’auto grazie all’ausilio delle telecamere.

Gli arresti

I quattro arrestati gravavano nella zona di Pioltello e da qui si spostavano a Sesto, dove in un box era nascosta la “super car”. Tre sono stati bloccati a Cernusco, mentre mangiavano in un ristorante cinese, il quarto a Pioltello mentre rincasava. L’ultimo elemento della banda è stato intercettato a Trezzano Rosa, mentre cercava di fuggire in compagnia della sua donna.

Secondo quanto ricostruito il gruppo agiva con quattro persone alla volta: rapidissimi, entravano nelle abitazioni e le svaligiavano per poi fuggire spesso sulla Brebemi, sfruttando la potenza del proprio bolide.

Nel mirino principalmente preziosi e gioielli, che venivano poi smerciati attraverso la rete di alcuni rom dei campi di via Bonfadini a Milano.

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