Benefattore misterioso per la casetta degli orti

Un gran bel gesto d'amore a Cesano Maderno, dopo mesi di vandalismi e brutture.

Benefattore misterioso per la casetta degli orti
Seregnese, 12 Agosto 2018 ore 09:00

Benefattore misterioso per la casetta degli orti urbani di Cesano Maderno. Qualcuno ha ripulito la casetta in legno degli orti condivisi di via Campania.

Benefattore misterioso per la casetta degli orti

Una mano gentile ha pulito e vestito a nuovo la casetta di legno degli orti condivisi di via Campania. Mano gentile di un anonimo benefattore, che ha lasciato a bocca aperta l’associazione “Coltiviamo Cesano” e che si è meritato i ringraziamenti del sindaco Maurilio Longhin. E così, grazie a un misterioso volontario, la casetta di legno del quartiere Sacra Famiglia, che negli ultimi mesi aveva conosciuto solo atti vandalici e brutture, da poco ha scoperto la premura e la cura.

Il benefattore ha agito nella più totale discrezione

Il benefattore ha agito nella più assoluta discrezione. “E ci tiene a rimanere anonimo – dice Simona D’Auria, presidente di “Coltiviamo Cesano” – Quando abbiamo visto quello che aveva fatto gli abbiamo lasciato un biglietto di ringraziamento con la preghiera di contattarci: volevamo esprimergli gratitudine e riconoscenza. Lo ha fatto, ma ci ha detto espressamente di voler restare nell’anonimato. Scelta che rispettiamo, ma che non ci impedisce dal ringraziarlo pubblicamente”.

Il ringraziamento del sindaco

Alle parole dell’associazione nata nel 2013 si uniscono quelle del sindaco Maurilio Longhin che, messo a conoscenza di quanto successo dice: “Ho saputo che nella più assoluta discrezione, nei giorni scorsi una mano amorevole ha provveduto a riparare la casetta degli orti condivisi. Un piccolo-grande esercizio di civiltà, semplice e spontaneo dopo i tanti inutili atti vandalici dei mesi scorsi, che arricchisce tutta la nostra città”. La casetta abbandonata da tempo e diventata ricovero di disperati e vandali, è stata ripulita dal pavimento al soffitto. E arredata: il generoso volontario ha appeso un quadro alla parete e portato sedie, tavolo e persino un fasciatoio. “Siamo abituati a trovare porte e finestre rotte, urina ed escrementi sul pavimento. Non credevamo ai nostri occhi quando l’abbiamo vista pulita e in ordine”, dice D’Auria.

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