Beppe Severgnini conquistato dal liceo Zucchi

Al termine dell'incontro con i liceali monzesi, ha scritto un articolo nel quale ha messo a confronto le scuole americane e quelle italiane, alla luce della strage consumata nella Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida il giorno di San Valentino.

Beppe Severgnini conquistato dal liceo Zucchi
Monza, 20 Febbraio 2018 ore 13:23

Beppe Severgnini conquistato dal liceo Zucchi.

Beppe Severgnini

“Corrierista dal 1995, direttore di @7Corriere, autore di 16 libri, firma del New Yok Times dal 2013 e dell’Economist nel periodo tra il 1996 e il 2003. Cresciuto con Montanelli. Europeo, italiano, lombardo, cremasco”. Ama definirsi così il giornalista Beppe Severgnini, come se si servisse di una lente d’ingrandimento usata al rovescio, per mostrare a cascata le carattaristiche più evidenti del suo “personaggio”, fino ad arrivare a quelle più intime. Dal macro al micro, quasi “clonando” la tecnica narrativa del Manzoni nell’incipit de “I Promessi sposi”. E proprio in fondo alla lista, infatti, ecco un po’ di sano campanilismo, un legame non proprio nascosto con la “sua” Lombardia.

La lezione a Monza

E ci è tornato settimana scorsa in terra “lumbard”, tra le sue trasferte da un lato all’altro del mondo. E in questo viaggio che ha un po’ il sapore di un ritorno a “casa” è passato anche da Monza. Già, perché l’autore ha fatto tappa al liceo “Zucchi” per affrontare tematiche di ampio respiro e molto attuali come “il valore della scrittura e le fake news” affrontate, però, attraverso giochi di geografia e ricordi personali di un ex studente liceale.

Il commento dell’autore

“La strage nella scuola in Florida non ha ottenuto, in Italia, l’attenzione seguita a episodi simili – ha scritto sul Corriere – Come se avessimo sviluppato una rassegnata, orrenda abitudine a queste cose.  L’assassino — Nikolas Cruz, 19 anni — il giorno di San Valentino è tornato nella Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, ha azionato l’allarme antincendio per attirare tutti all’esterno e ha iniziato a sparare. Diciassette morti e dodici feriti. Ieri mattina (il 17 febbraio ndr) sono stato al liceo Zucchi di Monza, ho passato due ore con i ragazzi. Un vecchio seminario ristrutturato, aperto, pieno di giovani e di vita, nel centro della città. Come siamo fortunati, in Italia. Ogni tanto dovremmo ricordarcene”.

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