Bernareggio piange monsignor Giovanni Battista Balconi
Il sacerdote, classe 1939, era nato e cresciuto in paese; aveva ricoperto ruoli importanti per la Curia.

Bernareggio piange la scomparsa di monsignor Giovanni Battista Balconi.
Nato a Bernareggio nel 1939
Si è spento nella prima mattinata di oggi, sabato 27 aprile, monsignor Giovanni Battista Balconi. Classe 1939, era nato a Bernareggio. Nominato sacerdote nel 1963, laureato in filosofia nel 1975, è stato responsabile del servizio per il coordinamento dei centri culturali cattolici dell'Arcidiocesi di Milano, dopo essere stato anche responsabile di Santa Tecla nel Duomo di Milano. Speciale però era il suo legame con Garbatola, frazione di Nerviano, dove era stato tra gli anni Settanta e Ottanta, prima di assumere altri incarichi, e dove è spirato.
Lo scorso anno era tornato a Bernareggio per il 60esimo
Nel cuore era però rimasta sempre la sua Bernareggio, dove tornava in particolare in occasione dei festeggiamenti per gli anniversari di sacerdozio. L'ultima volta, proprio nel giugno del 2023 per il 60esimo di ordinazione. In quella circostanza aveva concelebrato la messa nella "sua" chiesa di Santa Maria Nascente ricordando, durante l'omelia, diversi aneddoti della vita da giovane in paese ed esprimendo gratitudine nei confronti dei tanti fedeli, amici e parenti, che avevano voluto partecipare al momento di festa.

Il ricordo della sua ultima comunità
Balconi resta un indimenticato volto anche per i cittadini di Garbatola di Nerviano, in provincia di Milano, e un indimenticato pastore della comunità, nonostante avesse servito lì più di 40 anni fa.
"In due anni rivoluzionò tutto. Ristrutturò l'ex casa delle suore, inventò il campo da basket e lo sport in oratorio, iniziò la ristrutturazione del salone e molto altro. Inventò quello che per molti anni fu uno degli oratori più all'avanguardia dell'Alto Milanese - il ricordo della comunità - Fu grande uomo di cultura e i suoi scritti su Garbatola sono modernissimi, toccanti e ancora attuali a distanza di 40 anni. Era amico di molti garbatolesi, avremo sicuramente modo di ricordarlo nella preghiera".