Biassono, foto in divisa nazista: chiesto rinvio a giudizio per il capo della Polizia

Apologia del fascismo è l’accusa mossa contro il capo dei Vigili, Giorgio Piacentini, 56 anni, che il 6 novembre sarà chiamato a difendersi nell’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Monza.

Biassono, foto in divisa nazista: chiesto rinvio a giudizio per il capo della Polizia
Caratese, 25 Ottobre 2018 ore 13:24

La Procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di apologia al fascismo per il comandante della polizia locale di Biassono.

E’ l’accusa mossa contro il capo dei Vigili urbani, Giorgio Piacentini, 56 anni, che il 6 novembre sarà chiamato a difendersi in aula nell’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Monza, Patrizia Gallucci.
La Procura ha infatti chiesto il rinvio a giudizio del capo dei vigili per un post pubblicato su Facebook il 6 gennaio 2017.   Piacentini aveva pubblicato su Facebook una sua foto in divisa da militare nazista delle SS accompagnata dal commento “Basterebbe una compagnia di questi per sistemare alcune cose, adesso propongo al sindaco di adottarla”. Era esplosa una polemica: il comandante Piacentini era stato degradato ad agente semplice e poi reintegrato nelle sue piene funzioni dal sindaco di Biassono Luciano Casiraghi (Lega).

Il sindaco aveva infatti deciso di ridargli fiducia perché «tutti possono sbaglia re nella vita e a tutti è giusto riconoscere una seconda possibilità» aveva dichiarato al momento del rinnovo dell’incarico. Sulla richiesta della Procura il primo cittadino, al momento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Per la Procura è apologia

Secondo la Procura il comandante della Polizia locale biassonese avrebbe commesso apologia del fascismo, reato per cui è prevista una pena che va da 6 mesi a 5 anni. Un reato previsto dalla legge Scelba, approvata nel 1952, che recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». La legge non si limita a punire soltanto la riorganizzazione ma anche tutti quei comportamenti che esaltano il fascismo. Sono previste infatti sanzioni per chi «promuova oppure organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista». Punisce inoltre chiunque «pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

 

 

 

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