Biglietto integrato: da ottobre se prendi solo il treno paghi di più

Tanti abbonamenti dalla Brianza a Milano subiranno rincari non indifferenti.

Biglietto integrato: da ottobre se prendi solo il treno paghi di più
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Biglietto integrato: da ottobre se prendi solo il treno paghi di più. Tanti abbonamenti dalla Brianza a Milano subiranno rincari non indifferenti.

Biglietto integrato: da ottobre se prendi solo il treno paghi di più

L’avvento del sistema tariffario integrato sembrava foriero di buone notizie per tanti pendolari. Perché gli abbonati che dalla Brianza si recano a Milano per studio e per lavoro dal 15 luglio , col biglietto integrato appunto, qualcosina risparmiano, soprattutto dopo il rincaro del ticket della metropolitana, che per la corsa singola costa ben 2 euro.

Se però si va al lavoro o a scuola a Milano o Sesto San Giovanni senza bisogno di utilizzare la metropolitana dal 1° ottobre c’è la fregatura. Non saranno infatti più in vendita e nemmeno validi i biglietti ferroviari a Milano e provincia e Monza e provincia. Con il biglietto integrato «obbligatorio» i rincari stimati per chi usa solo il treno arrivano fino al 40%. Cancellati i «Trenocittà Milano» e i «Trenocittà Monza» così come «Io viaggio in Provincia». Restano validi i ticket per chi arriva o parte oltre i confini di questa zona, cioè da altre province della Lombardia. Gli abbonamenti annuali già emessi saranno comunque utilizzabili sino a scadenza.

Sospeso anche il bonus pendolari

Da rimarcare inoltre che il provvedimento adottato in Regione sospende anche il bonus pendolari, cioè lo sconto che spetta ai pendolari sull’abbonamento mensile o annuale a causa di ripetuti ritardi sulla linea.
Il documento prima di entrare in vigore dovrà essere firmato dall’Agenzia di bacino e in Regione stanno studiando con Trenord sistemi di rimborsi per gli aumenti più sostanziosi. Al momento però non ci sono certezze su questo punto.

La polemica politica e il rimpallo delle responsabilità

Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti 

La decisione presa in Regione, come prevedibile, ha scatenato subito polemiche. L’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi  ha tenuto a sottolineare come ad innescare questo aumento sia stato il Comune di Milano, "reo" di aver aumentato da 1,5 a 2 euro il prezzo del biglietto dell’Atm.
"Aumentando a due euro la tariffa urbana di Milano - ha sottolineato - è inevitabile che le tariffe delle corone più esterne subiscano dei ritocchi. La responsabilità originaria va dunque ricercata nella scelta del Comune di Milano che ha aumentato le tariffe Atm. Questa situazione ha impedito che si potesse da subito intervenire per calmierare gli aggiornamenti tariffari, mentre Milano ha previsto agevolazioni limitate esclusivamente al contesto cittadino, senza preoccuparsi delle ricadute negative sui viaggiatori dell'area Milanese e della Brianza monzese. Senza la fuga in avanti di Milano - ha continuato l’assessore regionale alla Mobilità - sarebbe stato possibile strutturare un sistema che mantenesse, per un periodo di transizione, anche il titolo di viaggio solo treno: la fretta pretestuosa del Comune di Milano lo ha impedito, dato che ora mancano i tempi tecnici per mettere in atto un'operazione di questo tipo considerando che la tariffazione integrata parziale è partita a metà del mese di luglio".

"Colpa del sindaco di Milano"

Andrea Monti, consigliere regionale della Lega

Le ha fatto eco il brianzolo Andrea Monti, vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale: "Le colpe dei rincari - ha sottolineato - vanno ricercate nella volontà del sindaco di Milano Giuseppe Sala di aumentare il biglietto a 2 euro e nella sudditanza dell’Autorità di Bacino, che ha impedito a Regione Lombardia di avere i tempi tecnici necessari per strutturare un sistema maggiormente armonico".

Va detto che la Regione ha dato anche istruzioni a Trenord di prevedere quote di rimborsi sugli aumenti più sostanziosi per diminuire l’impatto dei rincari. La situazione è ancora in divenire quindi.

"A luglio la Regione aveva detto che non avrebbe aumentato i biglietti"

Gigi Ponti, consigliere regionale del Partito democratico

Sui rincari è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd Gigi Ponti, brianzolo di Cesano Maderno, che ha criticato senza mezzi termini la Giunta regionale. "La Regione - ha rimarcato - ha deciso unilateralmente di cancellare dal 1° di ottobre i biglietti e gli abbonamenti del treno per sostituirli con le tariffe integrate. Lo ha fatto nonostante la legge regionale dia cinque anni di tempo per uniformarle e, ancora, nonostante a inizio luglio la Regione avesse garantito che non avrebbe aumentato il costo dei titoli di viaggio fino a quando il servizio ferroviario non fosse migliorato. È evidente che, dopo aver criticato con forza l’agenzia del trasporto pubblico locale per l’introduzione del biglietto integrato, che fa davvero risparmiare chi si muove con più mezzi di trasporto, oltre a rendergli la vita più semplice, la Regione si fa scudo di quella tariffa per non assumersi la responsabilità di un aumento molto consistente per chi usa solo il treno. È una manovra sbagliata, ingiustificata e contro una fascia ampia di pendolari, e mi chiedo con che coraggio la Regione si presenterà dai sindaci, anche quelli di centrodestra, per giustificare questi aumenti a fronte di un servizio non certo all’altezza".

"Un salasso per i viaggiatori brianzoli"

Marco Fumagalli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle

"Occorre rivedere l’applicazione della tariffa unica, perché altrimenti a Monza e in Brianza sarà un salasso per pendolari e viaggiatori".
Anche Marco Fumagalli di Brugherio, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Pirellone, contesta la decisione della Regione di consentire a Trenord di non vendere più i biglietti "solo treno". In pratica dal 1° ottobre i pendolari di Milano e Monza e Brianza potranno acquistare soltanto il biglietto con tariffa integrata, più costoso per chi non prende altri mezzi pubblici oltre il treno per raggiungere il luogo di studio o lavoro.

"Va evitato in tutti i modi un osceno salasso ai pendolari e ai viaggiatori di Monza e della Brianza - ha tuonato Fumagalli - I lombardi pagano ampiamente Trenord in disservizi, ritardi e soppressioni di treni. La Lombardia deve finirla di mettere le mani in tasca ai pendolari per fare cassa".

Il consigliere pentastellato ricorda a questo proposito che ad esempio da Arcore a Milano l’abbonamento passerà da 46,5 a 70 euro... "su molte tratte della Brianza i costi cresceranno all’inverosimile. Questo aumento penalizza i brianzoli ed è un doppio schiaffo a chi abita tra Arcore, Carnate, Agrate e Vimercate"... ma anche in altri centri del nord e dell’ovest della Brianza.

"L’inquinamento dell’aria in Lombardia è fuori da ogni controllo - ha concluso Fumagalli - e la Lega e Forza Italia assumono la brillante iniziativa di rendere più economico l’uso dell’auto privata. Forse vogliono costringere i cittadini a usare l’auto e il casello di Agrate pagando un pesante obolo alla Milano-Serravalle. In generale l’aumento delle tariffe è una scelta sbagliata e ottusa, una decisione suicida che guarda al passato mentre una Lombardia smart merita un trasporto economico ed efficiente. Per questo chiediamo il prolungamento della metropolitana fino a Vimercate, un’opera purtroppo fantasma nelle politiche regionali di trasporto pubblico del centro-destra".

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Commenti
LUIGI Paoletti

Mi dispiace constatare che il prezzo degli abbonamenti e salito anche del 70 % esempio: settimanale Monza - Villa Raverio che costava 13,50 passa ad integrato a 20,50. Consiglio di allungare la tratta e fare solo treno monza - cassago a 15,50. Gli aumenti ci sono eccome, non parliamo dei rimborsi che riguardano solo i mensili e gli annuali, per i mensili occorre presentare tre mensilità consecutive da ottobre , clausola alquanto sospetta visto che gli studenti normalmente fanno mensile ottobre, mensile novembre e settimanali a dicembre e gennaio. Ne deduco che hanno studiato bene il sistema tarriffario per applicare aumenti sostanziosi cammuffandoli da miglioramento del servizio. Spero di essere smentito LP

fabrizio Anselmi

Regione e Trenord colpiscono lavoratori, studenti e pensionati e offrono un servizio come minimo indecente.

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