Villasanta

"Bisogna bonificare anche le cisterne della ex Lombarda Petroli piene di idrocarburi inquinanti"

Secondo l’avvocato Grella nei serbatoi della ex Lombarda Petroli vi sarebbero 1.500 tonnellate di fondame inquinante da smaltire

"Bisogna bonificare anche le cisterne della ex Lombarda Petroli piene di idrocarburi inquinanti"
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Destiniamo parte dei 7 milioni dedicati alla bonifica delle aree di proprietà del fallimento Lombarda Petroli e Immobiliare Villasanta per ripulire il "Lotto E", per intenderci quello dove sono ancora presenti le cisterne del carburante, al momento escluse dal piano di risanamento, contenenti circa 1.500 tonnellate di fondame inquinante.


E’ questa l’ultima proposta avanzata dall’avvocato Umberto Grella all’Amministrazione comunale guidata da Luca Ornago e a Dario Fossati, direttore generale del settore Ambiente di Regione Lombardia.

Ma per capire il motivo di quest’ultima clamorosa richiesta, avvallata dalla Curatela, dobbiamo necessariamente riavvolgere il nastro, partendo dal Consiglio comunale straordinario convocato lunedì sera della scorsa settimana per parla del futuro della «Lombarda Petroli».

Il Consiglio comunale della scorsa settimana

La richiesta di destinare fondi anche per le aree che accolgono le cisterne era stata avanzata anche dai consiglieri comunali di centrodestra. La seduta era stata convocata, ricordiamo, perché i consiglieri Massimo Casiraghi, Antonio Ubiali, Antonio Cambiaghi e Federico Cilfone avevano presentato una mozione per chiedere modifiche al progetto edificatorio della «Lombarda petroli» e un aumento sostanziale della parte edificabile a scapito del verde.

La mozione del centrodestra

Una riunione decisamente partecipata vista l’importanza del futuro dell’area per la comunità, e un anticipo di campagna elettorale, che ha visto contrapposti i consiglieri di centrodestra, promotori insieme al gruppo misto della mozione in discussione, la maggioranza guidata dal sindaco Luca Ornago e, tra il pubblico, i protagonisti delle prossime elezioni: Giambattista Pini, candidato sindaco per la lista «Villasanta Civica» e alcuni rappresentanti di «Io scelgo Villasanta», tra i quali il presidente Vittorio Cazzaniga e il vice Davyd Andryiesh.
Dalla "ridefinizione completa de comparto che tenga conto dei costi di bonifica e dei tempi di attuazione" al coinvolgimento di stakeholders e poi la richiesta di "ingresso dell’area in questione nel programma di rigenerazione urbana", alla domanda di riduzione della dotazione standard (da 93.000 metri quadri attualmente contemplati nel pgt ai 50.000 richiesti), per rendere economicamente più appetibile l’area: queste le richieste del centrodestra lette in aula dal consigliere Massimo Casiraghi.

La posizione dell'Esecutivo

A replicare al centrodestra è stato l’assessore all’Urbanistica Carlo Sormani che ha sottolineato la volontà dell’Amministrazione di centrosinistra non solo di mantenere gli standard decisi (in attesa della sentenza del Consiglio di Stato) ma anche di non accettare una proposta che discuta di urbanistica prima ancora che di bonifica.

"In quattro anni non è giunta all’attenzione dell’amministrazione alcuna proposta corroborata dalla presenza di operatori interessati - ha ribadito Sormani - Quello che è stato proposto dalla curatela è un insediamento aggiuntivo che andrebbe a circondare quasi interamente il complesso abitativo della strada vicinale del Sole e della Briosca, con una dotazione di 43.000 metri quadrati di destinazione produttiva. In pratica - ha spiegato l’assessore mostrando il progetto in questione, pubblicato per la prima volta sul nostro giornale due settimane fa - i proponenti chiedono di sacrificare un’area verde a suolo libero, per prevedere l’insediamento di uno stabilimento aggiuntivo, grande due volte quello della Rovagnati poco lontano".
"La bonifica di quell’area è l’unica priorità, sarebbe imperdonabile perdere il finanziamento del Pnrr, poi discuteremo del futuro urbanistico", ha aggiunto il sindaco. Una posizione criticata dalla minoranza.

L’entrata in possesso dell’area

Dopo la seduta di Consiglio, il dibattito si è spostato sull’entrata in possesso dell’area da parte dell’Esecutivo inizialmente in programma per ieri mattina, lunedì. La data è stata spostata al 31 luglio a seguito della richiesta di sospensiva al presidente del Tar avanzata Grella, legale della Curatela.

"A seguito dell’incontro presso il Tar Lombardia del 13/07/2023 e su invito del presidente di sezione, il Comune, in accordo con Regione Lombardia, ha provveduto a differire dal 17 al 31 luglio la procedura di immissione in possesso delle aree di proprietà del fallimento Lombarda Petroli e di Immobiliare Villasanta Srl interessate alla bonifica sostenuta dai fondi del Pnrr (7 milioni di euro) – si legge in una nota stampa dell’Esecutivo - Con accordo delle parti si è disposto un incontro convocato da Regione Lombardia. Obiettivo: la verifica della possibilità di definire un percorso condiviso della vicenda alla luce della volontà di partecipare attivamente alla bonifica manifestata in udienza da parte del fallimento Lombarda Petroli e di Immobiliare Villasanta Srl".

La replica della curatela

Un comunicato che, però, non è affatto piaciuto alla curatela e che ha creato nuove polemiche. Infatti quest’ultima ha messo sul tavolo l’ipotesi di rifare completamente il piano di bonifica dell’intera area, coinvolgendo anche il famoso «lotto E», quello delle cisterne, oggi escluso dalla bonifica.
Proprio su questa porzione di territorio, che accoglie, dicevamo, i serbatoi, si è concentrato il dibattito nelle ultime ore. A tal proposito sarebbero emersi documenti che non erano stati presi in considerazione fino ad oggi e che non sarebbero stati sottoposti all’attenzione di Regione Lombardia da parte del Comune. Si tratterebbe, nello specifico, di un preventivo datato 2010, relativo alla bonifica impiantistica, alla demolizione degli impianti e dei fabbricati e manufatti presenti nel sito. Nelle cisterne, secondo questi documenti, vi sarebbero ben 1.500 tonnellate di fondame inquinante. Si tratta di una sostanza tossica che potrebbe causare danni all’ambiente se non smaltita correttamente.
Una circostanza che, se dovesse essere confermata, potrebbe dare il la alla modifica del piano di bonifica dell’area. Una novità che sarà presto oggetto di confronto tra Regione, Comune e curatela in programma per giovedì.

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