Vacanze da incubo

Bloccati in Sicilia da due mesi perché positivi al Covid “Aiutateci a tornare a casa”

La storia di Natale Cipolla, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle  di Agrate Brianza e della sua famiglia.

Vimercatese, 29 Settembre 2020 ore 18:04

Bloccati in Sicilia da due mesi perché positivi al Covid: “Aiutateci a tornare a casa”. E’ la storia di Natale Cipolla, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrate Brianza e della sua famiglia. Dopo le vacanze non sono più potuti tornare in Brianza e i bambini non hanno potuto cominciare la scuola, nemmeno a distanza. Tutto a causa del Covid.

La vacanza in Sicilia diventata un incubo

Come milioni di italiani anche Cipolla, con la moglie e i due figli piccoli, ha trascorso le ferie al mare. In particolare in Sicilia, nella località di Carini. Le vacanze però sono state brutalmente interrotte dal Coronavirus: una parente dell’ex consigliere comunale infatti è risultata positiva al virus e sono scattati i tamponi anche per i famigliari. Risultato? Tutti contagiati e quindi chiusi nella casa vacanze.

In breve tempo la moglie e il figlio di 6 anni si sono negativizzati. Non è andata così bene a lui e alla figlia di 10 anni che, a distanza di due mesi, non riescono ancora ad avere il doppio tampone negativo.

Stanno bene fortunatamente, ma la situazione è diventata insostenibile: restare chiusi in una casa che non è la propria, senza l’abbigliamento adeguato (le temperature iniziano intanto ad abbassarsi) senza possibilità di contatti con l’esterno e soprattutto senza la possibilità di poter rientrare al proprio domicilio è davvero insopportabile.

“Chiediamo solo di poter rientrare a casa. Nella nostra casa. I bambini piangono tutti i giorni. Non hanno la loro stanza, i loro giochi. Sono disperati” – spiega Cipolla nel videomessaggio che ha voluto diffondere sul web.

In Lombardia Ats si sta muovendo per cercare di sbloccare questa situazione ma a quanto pare le risposte dell’azienda sanitaria siciliana sarebbero poche e a singhiozzo: l’ultima richiesta è partita dalla Lombardia giovedì, ma di risposte non ne è arrivata alcuna. Con il risultato che questo papà è ancora bloccato a oltre mille chilometri di distanza dal tepore della sua casa che sarebbe sufficiente per far riacquistare un po’ di serenità a lui e alla sua famiglia.

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