Nel Milanese

Bonus bebè solo ai bambini europei, il Tribunale dà torto al Comune

Quello di Buffalora, portato in tribunale per la gestione dell'assegno di natalità, ritenuta discriminatoria

Bonus bebè solo ai bambini europei, il Tribunale dà torto al Comune
Cronaca Brianza, 27 Giugno 2021 ore 10:46

Le delibere di Giunta che istituirono il bonus bebè avevano carattere discriminatorio. Lo ha stabilito il giudice, Eleonora Maria Velia Porcelli della sezione Lavoro del Tribunale di Milano a cui si erano appellati Avvocati per niente onlus ed Associazione studi giuridici per l’immigrazione, convinti che il Comune di Boffalora avesse tenuto, nella gestione del bonus bebè, una condotta discriminatoria, avendo posto come requisito d’accesso al beneficio comunale la cittadinanza europea e, per il periodo 2016-2019, anche la residenza da almeno tre anni in paese.

Bonus solo ai bambini europei, per il giudice è discriminazione

Per il giudice, la discriminazione risiede nelle delibere dal 2016 al 2020, proprio nel requisito indispensabile della cittadinanza europea, accertando l’illegittimità dell’esclusione della prestazione ai residenti extracomunitari. La sentenza, inoltre, impone al Comune di versare 250 euro per ogni nuovo nato tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2020 che non ha il requisito della cittadinanza europea e che, quindi, non ha avuto i 250 euro.
L’ente dovrà pubblicare il dispositivo sul proprio sito, pagare 2000 euro agli avvocati della controparte e compensando le altre spese.

Mongelli: "Mi vergogno di essere boffalorese"

Il consigliere di minoranza, Angelo Mongelli, indignato, afferma: «Un disastro su tutta la linea. Oggi mi vergogno di essere cittadino di Boffalora». Fu proprio lui, col gruppo Uniti per Boffalora, a portare il caso in Consiglio comunale, dopo che i genitori esclusi dal beneficio si indignarono. La mozione della minoranza, per dare il contributo ai tre bimbi esclusi, fu respinta. Le due associazioni Apn e Asgi hanno così citato per discriminazione il Comune in giudizio. Saltata la conciliazione, si è andati a sentenza, e ora il Comune deve fare ammenda in maniera retroattiva: «Il costo è enorme e non parlo solo di soldi pubblici (3800 euro per l’avvocato comunale, 2500 per ripagare gli esclusi di cinque anni e le spese della controparte, ndr), ma anche della grande figuraccia che il nostro Comune fa e che si poteva prevenire, accogliendo la nostra mozione. Invece si è proseguiti con una condotta discriminatoria e razzista della Giunta leghista».

Trezzani: "Rigettiamo le accuse di razzismo"

Sulla vicenda replica il capogruppo di maggioranza Curzio Trezzani: «Prendiamo atto della sentenza, ma rigettiamo qualsiasi accusa di razzismo o discriminazione: in questi anni, come Comune, abbiamo sempre aiutato tutti, a prescindere dalla nazionalità e con una serie di misure differenziate. Il Bonus bebè era una misura aggiuntiva, che istituì la mia Amministrazione con criteri più stringenti, nessuno lo ha mai contestato. Nel 2020, di fatto, rimase solo la regola della cittadinanza Ue. Anche un esponente della minoranza ne ha beneficiato. A seguito della protesta di una cittadina esclusa, perché sprovvista del requisito, è sorta la questione, senza tener conto di tutte le altre forme di assistenza a disposizione di chi ne ha necessità. Non ci sentiamo di aver discriminato nessuno».

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