Bufera sui 20mila euro spesi dal Comune per un dipinto

Movimento 5 Stele e Lega contestano l'acquisto: "Cesano ha ben altre priorità".

Bufera sui 20mila euro spesi dal Comune per un dipinto
Seregnese, 03 Luglio 2018 ore 09:34

Quasi ventimila euro per un dipinto. Ha deciso di spenderli il Comune di Cesano Maderno per regalare a Palazzo Arese Borromeo, nell’anno del trentennale dell’acquisto dell’elegante dimora seicentesca da parte dell’Amministrazione comunale, un olio su tela raffigurante il ritratto di Lucrezia Omodei. Ed è polemica. Dario Pizzarelli del Movimento 5 Stelle commenta: “Dicono che non ci sono mai soldi…e poi li spendono così”. La Lega di Marina Romanò e Luca Bonfanti rincara la dose: “Le priorità dell’Amministrazione comunale? 18.750 euro per un dipinto su tela di gentildonna. Nel frattempo strade e marciapiedi si dipingono di buche”.

Una spesa contestata

I pentastellati hanno presentato un’interpellanza per il prossimo Consiglio comunale: “Speriamo che non ci rispondano che 15mila euro per il wi-fi sono comunque pochi per un progetto esteso sul territorio e da mantenere nel tempo, visto che ne hanno appena spesi quasi 20mila per acquistare un dipinto su tela del 1650”. Pizzarelli e Giulia Fumagalli chiedono lumi sulla partecipazione del Comune a un bando della Commissione Europea per promuovere le connessioni wi-fi gratuite negli spazi pubblici. “Abbiamo segnalato il bando al sindaco e all’assessore Irene Romanò il 23 marzo, ma nessuno si è degnato di rispondere. Il bando, che nel frattempo è stato annullato e sarà riproposto in autunno, prevede un contributo di 15mila euro in base all’ordine di arrivo della richiesta. Ci piacerebbe sapere se Cesano ha intenzione di registrarsi al portale internet dedicato…”, spiega Pizzarelli.

Il sindaco difende l’acquisto

Pronta la replica del sindaco Maurilio Longhin: “Un’Amministrazione ha tante priorità e tra queste c’è la Cultura. Non abbiamo buttato soldi al vento: abbiamo colto al volo un’occasione unica per acquisire al patrimonio culturale un’opera di elevato valore. Detto questo, per tutta estate ci saranno interventi di manutenzione delle strade e al bando per il wi-fi ci siamo iscritti il 4 aprile: non capisco perché ci vengono mosse queste critiche”.

Lucrezia e Bartolomeo III di nuovo insieme

Il quadro al centro delle polemiche è un dipinto su tela raffigurante una gentildonna (del 1650 circa) attribuito a Carlo Francesco Nuvolone. Si tratta di Lucrezia Omodei, moglie di Bartolomeo III Arese, il principale fautore della costruzione di Palazzo Arese Borromeo per come lo vediamo oggi. L’ha ritrovato l’Associazione Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo in una casa d’aste di Torino. Il dipinto sarà posizionato all’interno del Salone dei Fasti Romani accanto a quello di Bartolomeo III Arese, per sottolineare sia il ricongiungimento del dittico che l’unione simbolica dei due coniugi. “L’esposizione all’interno di Palazzo Arese Borromeo dei due dipinti originali dei coniugi – così la delibera dell’esecutivo Longhin – realizzati per essere esibiti in coppia e finalmente di nuovo insieme dopo secoli, costituisce un altro fondamentale passo nel programma di valorizzazione del palazzo secentesco e un importante tassello nella ricostruzione della storia della famiglia fondatrice degli Arese”.

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