Cronaca
Desio

Bufera sulle Farfalle, commissariata l'Accademia di ginnastica ritmica

Il commissario designato dalla Federazione è il vicepresidente vicario Valter Peroni, vigilanza costante sul lavoro svolto. In corso le indagini, mentre emergono le testimonianze di altre atlete.

Bufera sulle Farfalle, commissariata l'Accademia di ginnastica ritmica
Cronaca Desiano, 04 Novembre 2022 ore 09:52

Bufera sulle Farfalle, ora la Federginnastica ha deciso di commissariare l'Accademia internazionale della ritmica, che ha sede a Desio. La decisione è arrivata dopo la testimonianza di due ex Farfalle, Anna Basta e Nina Corradini, e l'esposto alla Procura di Brescia al centro di un'indagine. I particolari che sono emersi in questi giorni e su cui si concentreranno gli accertamenti, parlano di atlete  che sarebbero state vittime di insulti, pressioni psicologiche e proibizioni alimentari che hanno finito per minare la loro autostima.   Sotto accusa lo staff azzurro.

Commissariata la "casa delle Farfalle"

Intanto la Federazione ha deciso di commissariare l`Accademia internazionale di ginnastica ritmica di Desio, la casa delle Farfalle, come era stata battezzata fin dalla sua inaugurazione nel 2018, il centro d'eccellenza che ha accolto ore e ore di allenamento e in cui sono stati costruiti tanti successi mondiali. Una decisione che è stata presa con una delibera d`urgenza da parte del presidente Gherardo Tecchi, dopo aver sentito il consiglio direttivo federale. Il commissario designato è il vicepresidente vicario Valter Peroni. In più è stato attivato un Duty Officer che ovrà monitorare la situazione dell`Accademia. Una vigilanza costante rispetto al lavoro svolto. Con il provvedimento, inoltre, sono stati stanziati 120mila euro per un progetto di salvaguardia degli atleti.

In corso gli accertamenti della Procura Federale

La Federazione intende mettere a disposizione tutti gli strumenti per tutelare le atlete. Uno di questi è il Safeguarding Officer, a disposizione per raccogliere le diverse segnalazioni. Intanto, dopo le due ex Farfalle, altre atlete hanno deciso di portare la loro testimonianza in merito a violenze psicologiche che avrebbero subito. Alla Procura di Brescia si è rivolta la mamma di due giovanissime ginnaste, di cui una 13enne che in un tema aveva scritto come la "ginnastica, il suo sogno, era diventata un incubo". Insieme alla Procura di Brescia, la Procura Federale si sta quindi muovendo per procedere con gli accertamenti sui fatti del passato e sarebbe stato fissato per settimana prossima il colloquio con Corradini e Basta.

Reazioni e commenti

Per ora nessun commento da parte delle allenatrici, in attesa degli sviluppi dell'indagine in corso. La Federazione Ginnastica Italia in merito ha da subito evidenziato che "non tollera alcuna forma di abuso ed è sempre al fianco di tutti i propri tesserati. Lo sport, con la ginnastica in primis, è rispetto della persona, celebrazione del talento e del benessere". Il sindaco di Desio, Simone Gargiulo e l'assessore allo Sport, Luca Ghezzi, hanno invece espresso "una presa di posizione forte e decisa verso tutte le atlete che meritano rispetto e tranquillità. Come sempre accade, si finisce per coinvolgere, per eventuali responsabilità dei singoli, un intero movimento sportivo. Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi, ma non è accettabile che il prezzo lo debba scontare chi pratica questo sport con passione e dedizione.

"Lo sport non può essere una fonte di disagio"

Anche il Pd di Desio è intervenuto sulla vicenda: "Il quadro che emerge dai racconti delle atlete del centro federale di ginnastica ritmica dell'Accademia di Desio è terribile e preoccupante. Esprimiamo solidarietà alle ragazze e alle loro storie di vita: è soprattutto in momenti come questo che occorre dimostrare tutto il nostro supporto. Lo sport, anche ai massimi livelli agonistici, non può essere una fonte di disagio tale da rovinare la vita di chi lo pratica. La ricerca del merito e dell'eccellenza, di cui tanto si discute anche a livello nazionale in questi giorni, non può essere perseguito a tutti i costi e soprattutto non deve calpestare la dignità della persona".
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