L’incidente nel 2018

Cade dalla bici a pedalata assistita per un difetto di fabbrica: Atala va a processo

A fronte del rifiuto dell’azienda di risarcire il danneggiato (veneziano), la querela ha fatto il suo corso: l’Ad (brianzolo) dovrà comparire davanti al giudice di pace di Dolo il 14 ottobre.

Cade dalla bici a pedalata assistita per un difetto di fabbrica: Atala va a processo
Desiano, 17 Agosto 2020 ore 15:04

Cade dalla bici a pedalata assistita per un difetto di fabbrica: Atala va a processo. A fronte del rifiuto dell’azienda di risarcire il danneggiato, la querela ha fatto il suo corso: l’Ad, 58enne di Varedo, dovrà comparire davanti al giudice di Pace il 14 ottobre.

Cade dalla bici a pedalata assistita per un difetto di fabbrica

Nessun risarcimento per la rovinosa caduta del ciclista veneziano a causa di un difetto di fabbricazione della sua bici elettricaAtala, nella persona del suo legale rappresentante, a processo per lesioni personali colpose gravi.

L’Amministratore delegato del noto marchio lombardo di biciclette, quasi 40 milioni di euro di fatturato e un milione e mezzo di utile nel 2018, il cinquantottenne di Varedo Giuseppe De Cesare, dovrà comparire il 14 ottobre 2020, alle ore 9.15, avanti il Giudice di Pace di Dolo.

Nel 2018 la caduta dalla bici per un difetto di fabbrica

I fatti contestati risalgono al 4 dicembre 2018. L’oggi 43enne di Mira, in provincia di Venezia, alle 20 stava tornando a casa dal lavoro in sella a una bicicletta a pedalata assistita Atala modello E-Run che aveva appena acquistato, il 12 novembre, presso il Center Bike di Mira Porte, per un costo di 880 euro, per utilizzarla in particolare proprio per il tragitto casa-lavoro.

All’improvviso, però, la ruota anteriore del mezzo si è bloccata a causa di un difetto del piolo di aggancio del freno V-Brake anteriore sinistro, come si scoprirà dopo: il bloccaggio ha fatto da “leva” e il conducente è letteralmente volato a terra, danneggiando il velocipede ma, soprattutto, riportando lesioni pesanti.

Dopo essersi rialzato a fatica, aiutato da un passante, il quarantatreenne è riuscito a raggiungere a piedi la sua abitazione, che distava poche centinaia di metri, ma i dolori ad una gamba in particolare erano sempre più lancinanti e così l’indomani mattina si è fatto accompagnare al Pronto Soccorso dell’ospedale di Dolo, dove le radiografie hanno constatato la frattura del piatto tibiale del ginocchio sinistro, per una prognosi di almeno trenta giorni: è stato subito ricoverato nel reparto di Ortopedia, si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico, ha dovuto effettuare svariati cicli di fisioterapia e gli è comunque residuata un’invalidità permanente di circa 15 punti. Insomma, un danno importante.

Il cittadino mirese, per essere risarcito dei danni fisici oltre che materiali alla bicicletta elettrica, attraverso il responsabile della sede di Dolo, Riccardo Vizzi, si è quindi rivolto a Studio 3AValore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha innanzitutto raccolto tutta la documentazione. Oltre ai certificati medici, è stata acquisita la testimonianza del passante che l’aveva soccorso e che aveva visto tutta la scena, notando subito come il blocco del freno anteriore fosse incastrato nella ruota. E, soprattutto, dopo avergli fatto vedere il velocipede, è stata aggiunta al fascicolo la dichiarazione del rivenditore, che ha convenuto sul fatto che

“la rottura è da considerarsi un difetto di costruzione con conseguente distacco della parte di fissaggio del leveraggio freno saldato alla forcella”

La richiesta danni

E’ stata pertanto presentata una dettagliata richiesta danni ad Atala, considerato peraltro che la bici a pedalata assistita era stata appena acquistata ed era abbondantemente in garanzia, ma nonostante tutte le prove esibite i tecnici dell’azienda non hanno voluto riconoscere il difetto di fabbrica, asserendo addirittura che sarebbe stato il proprietario a rompere il blocco-freno. E, in base a quanto diffuso da Studio 3A in una nota, la compagnia di assicurazione di Atala, Groupama, ha formalmente e ripetutamente negato il risarcimento sostenendo che “dagli accertamenti effettuati non è emerso alcun elemento di responsabilità a carico della nostra assicurata”.

Ora l’Ad comparirà davanti al giudice di Pace

Nel frattempo, la denuncia-querela presentata dal danneggiato, e non ritirata visto il mancato risarcimento, ha così fatto il suo corso, la Procura di Venezia l’ha ritenuta fondata e il vice Procuratore onorario dott. Riccardo Palma il 12 maggio 2020 ha firmato il decreto di citazione a giudizio avanti il giudice di Pace di Dolo dell’Ad dell’azienda,

“per colpa consistita nell’aver costruito e posto in vendita un velocipede a pedalata assistita modello “Atala E-Run” privo dei requisiti di sicurezza a causa del cedimento improvviso, durante la corsa, del piolo di aggancio alla forcella del freno v-brake anteriore, causando la caduta al suolo del ciclista (omissis) che l’aveva acquistata nuova il 12 novembre 2018, il quale pativa, a seguito di tale incidente, lesioni personali”.

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