Il Cai di Cesano chiude dopo settantatré anni

"Non c'erano più i presupposti per tenere aperta la sezione, con soli 109 soci"

Il Cai di Cesano chiude dopo settantatré anni
Seregnese, 03 Gennaio 2018 ore 16:20

Il Cai di Cesano chiude dopo settantatré anni. La sezione nata settantatré anni fa ha cessato l’attività. La decisione è stata resa pubblica nei giorni scorsi dalla presidente, Luisella Dell’Orto.

La sofferta decisione del direttivo

Spiega Dell’Orto: “Non c’erano più i presupposti per tenere aperta la sezione, con i nostri 109 soci a fronte dei 150 necessari come minino”. Continua la presidente, che nei sei anni di presidenza non ha risparmiato tempo ed energie: “Da anni, all’attività estiva non partecipava più nessuno. E la frequenza a quella invernale, tra scuola di sci e campionato sociale, si era drasticamente ridotta: alla scuola sci per ragazzi, ad esempio, siamo passati dall’avere settanta bambini a contarne appena ventuno. E purtroppo, nessuno dei genitori di questi ragazzini si è fatto avanti quando abbiamo lanciato i nostri appelli. Le abbiamo provate tutte, compreso il volantinaggio alle porte della chiesa e l’organizzazione di una serata-evento al cineteatro Excelsior con il noto alpinista valdostano Barmasse. Non si è fatto avanti nessuno per darci una mano. Così, io ho rassegnato le dimissioni, il mio vice pure e nessuno del consiglio, per varie ragioni, si è proposto per continuare. Il 27 ottobre abbiamo deciso di sciogliere la sezione: inutile continuare a pagare un affitto al Comune per la sede, se nessuno partecipa più alla vita associativa”.

L’amarezza del presidente onorario

Sono lontani ricordi gli anni in cui Oriano Bini, 73 anni, al timone per venticinque anni prima di diventare presidente onorario, contava 530 soci: “E’ un dolore enorme il fatto che una città di 38mila abitanti non abbia più una sezione Cai. Un dolore enorme soprattutto per me, che nel Cai sono cresciuto, e che in sezione mi sono impegnato con entusiasmo, sacrificando anche la libertà personale e togliendo tempo alla mia famiglia. Sono stato iscritto alla sezione per cinquantuno anni, prendo atto che i tempi sono cambiati, l’amaro commento del presidente onorario, che negli ultimi anni copriva anche il ruolo di segretario. La speranza dei due presidenti è che, dopo la clamorosa decisione, qualcuno si candidi a riaprire la sezione e continuarne la storia iniziata nel 1945: “Sarebbe bellissimo. Tutto può sempre ricominciare”, dice Dell’Orto. Nell’attesa, restano i ricordi, indelebili, delle tantissime giornate trascorse in montagna.

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