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Appello

Carate, il ristorante dei matrimoni: Ci stiamo spegnendo

L'appello di Lorella Damiani, titolare del Camp di Cent Pertigh, per la campagna #savetheweddingindustry: "Il nostro settore sta morendo..."

Carate, il ristorante dei matrimoni: Ci stiamo spegnendo
Cronaca Caratese, 14 Marzo 2021 ore 07:16

Anche il ristorante Camp di Cent Pertigh di Carate Brianza si unisce al grido nazionale del settore del Wedding Industry Italiano, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sugli effetti devastanti per il mondo del wedding causati dall’emergenza Coronavirus, che ha portato alla totale chiusura di tutte le attività del settore.

Il ristorante Camp di Cent Pertigh
Il ristorante Camp di Cent Pertigh

Il grido del Camp di Cent Pertigh di Carate Brianza

“Ci stiamo spegnendo” è l’iniziativa promossa da tutti coloro che lavorano nel settore del mondo dei matrimonio e non solo, con l’hashtag #savetheweddingindustry che fino a domenica 14 marzo coinvolge gli operatori in una campagna via social.

Fra loro anche Lorella Damiani, lissonese e titolare del noto ristorante Camp di Cent Pertigh a Carate Brianza, nella splendida cascina ristrutturata in località Contravaglio, inaugurato nell’aprile del 1998 e diventato nel tempo punto di riferimento e location per la celebrazione delle nozze.

Stiamo perdendo la voglia di fare gli imprenditori

 

Con un video messaggio la padrona di casa del ristorante caratese ha lanciato il suo appello:

“Cari amici sposi, da oggi, e per tutto il week-end è partita una campagna di sensibilizzazione a sostegno del nostro settore. Organizzo matrimoni da oltre vent’anni e quest’ultimo anno così difficile per la pandemia ha fermato il mondo del mondo del wedding. Ha tenuto sospese a un filo tantissime coppie di sposi, e ci sta togliendo la passione di essere e fare gli imprenditori e di creare sogni, la cosa più bella che c’è. Troppa superficialità e mancanza di pianificazione. Aspettavamo risposte, direttive precise per un nuovo protocollo da adottare per il 2021. Perderemo anche quest’anno? Vogliamo risposte a lungo termine, perché un matrimonio non si organizza o si disdice il venerdì per il sabato. Chiediamo allora rispetto per il nostro lavoro e per chi vuole celebrare la vita. Facciamo sentire la nostra voce. Ragazzi e amici, il nostro è un grido di aiuto”.

Settore in crisi

Dallo scoppio della pandemia da coronavirus i wedding planner e operatori del settore sono stati fermi per un anno: hanno dovuto rinviare in blocco i matrimoni programmati per il 2020 al 2021, ma ora rischiano di perdere anche questa stagione.

Tanti hanno aderito alla campagna. Fra questi anche Enzo Miccio, noto wedding planner e volto noto della tv: “Questo periodo difficile – il suo messaggio sul web – ha messo in ginocchio tanti settori compreso quello degli eventi, comparto a cui appartengo da oltre vent’anni. Siamo fermi ormai dallo scorso marzo e ad oggi non abbiamo ancora chiara la situazione, nessuna risposta è arrivata e mi sento impotente di fronte ad uno sguardo speranzoso delle mie spose. Mi sento in dovere di fare queste dichiarazioni perché sono stanco. Abbiamo atteso che il Governo ci desse delle risposte, non solo per noi e le aziende di questo settore ma anche per tutti gli sposi che hanno il diritto di sapere qualcosa in più del loro futuro.

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