Lutto

Carate piange Lino Nobili, portiere di Inter e Alessandria

Classe 1935, commerciante in pensione, era stato calciatore professionista e poi anche allenatore in città.

Carate piange Lino Nobili, portiere di Inter e Alessandria
Cronaca 10 Luglio 2021 ore 12:00

Carate Brianza in lutto per la scomparsa di Lino Nobili, portiere di Inter e Alessandria.

Nato a Carate, viveva ad Alessandria

"Questa notte hai fatto il tuo ultimo volo. Buon viaggio papà", il saluto su Facebook del figlio Fabio, allenatore, a cui il padre ha trasmesso l'amore per questo sport.

Nobili, classe 1935, (avrebbe compiuto 86 anni il 19 agosto), aveva già giocato in A prima di vestire la maglia dell'Alessandria, città dove ha vissuto e lavorato. Nato a Carate Brianza, il debutto nel Corbetta, ma già giovanissimo è all'Inter, che lo cede in prestito all'Alessandria con cui fa il debutto in A (riconquistata con il vittorioso spareggio a San Siro di pochi mesi prima) il 22 settembre 1957.

Nel 1959-60 è alla Spal del presidente Paolo Mazza: la partita del ritorno in A è un successo a Napoli (3-0) in cui Lino è protagonista. Con lui tra i pali la formazione ferrarese conquista un piazzamento storico nella massima serie, 5° posto.

Dopo un passaggio alla Pro Vercelli, in C, di nuovo Alessandria, che è diventata la sua città, e di nuovo in B. Nel 1966-67 è aLivorno, chiude la carriera allaCerretese, poi allena molte squadre, tra cui Caratese, Vogherese, Novese e Pro Vercelli.

Allenatore della Caratese

Nobili, come detto, era stato anche il mister della Caratese, protagonista della trionfale cavalcata e della storica promozione in serie D conclusa con la vittoria nello spareggio di Mede Lomellina  nel campionato 1974-1975. Un’impresa passata alla storia e che la voce e «il giornalista» della Caratese, l’indimenticato Riccardo Patrucco aveva ricordato nelle pagine del suo libro «La mia morosa cara» con parole emozionate e cariche di passione.
«Una volta giunti a Carate - scriveva Patrucco commentando la vittoria a Mede Lomellina - capimmo tutti cosa aveva combinato la Caratese: corso Libertà era impraticabile perchè invaso da gente festante, il torpedone venne letteralmente accerchiato e scendere fu difficoltoso quanto mai... C’era gente dappertutto, Carate sembrava... la Cina! Una cosa simile - chiudeva - me la ricorderò finché campo. Come fosse successa ieri. Indimenticabile».

 

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