Coronavirus

Carcere di Monza, tra agenti in malattia e isolamento precauzionale per i nuovi detenuti

Il direttore del Sanquirico Maria Pitaniello: "Abbiamo avuto tre poliziotti positivi, altri sono in quarantena"

Carcere di Monza, tra agenti in malattia e isolamento precauzionale per i nuovi detenuti
Monza, 17 Aprile 2020 ore 16:01

Parte del personale in malattia, nuovi detenuti in isolamento precauzionale e sospensione fino a data da destinarsi di tutte le attività fuori dal carcere. A spiegare qual è la situazione all’interno della Casa circondariale di Monza è il direttore Maria Pitaniello.

Agenti in malattia

A giovedì della scorsa settimana erano tre i casi di agenti in servizio in carcere a Monza risultati positivi al coronavirus, di cui uno ricoverato. Altri, invece, sono stati messi in sorveglianza attiva o in isolamento perché hanno avuto sintomi simil influenzali.  “Il virus ha un’altissima potenza di contagio – ha dichiarato il direttore – Per questo è stato fondamentale l’aver attivato fin da subito le procedure necessarie al contenimento”.

Ciò significa mascherine, guanti, dispenser di gel disinfettante e una riorganizzazione totale del lavoro. “Le attività fuori dal carcere sono state sospese immediatamente. Abbiamo anche riorganizzato la mensa per fare in modo che non si formassero assembramenti”.

Nessun detenuto contagiato

Per quanto riguarda i detenuti, il carcere ha applicato il protocollo dell’Ats. “Ogni nuovo detenuto viene sottoposto a un primo tampone, poi, anche se negativo, viene messo in isolamento precauzionale per 14 giorni. Una volta terminato questo periodo, prima di essere portato nella stanza che dividerà con un’altra persona, verrà sottoposto ad altri due tamponi, effettuati l’uno a distanza di 24 ore dall’altro”.

I detenuti che invece  si trovano all’interno della casa circondariale fin da prima dell’emergenza vengono costantemente monitorati. “Siamo attenti alle loro condizioni di salute – ha precisato Pitaniello – Dei 13 attualmente in isolamento, tutti sono nuovi arrivati tranne uno che aveva manifestato sintomi riconducibili all’influenza”.

Basso numero di detenuti

La situazione, dunque, è sotto controllo. E ad aiutare, in questo, è stato anche il calo sostanziale del numero dei detenuti all’interno del Sanquirico. “Questo è il risultato del lavoro fatto dal Tribunale – ha concluso – A partire dal primo marzo fino al 7 aprile sono stati emessi 68 provvedimenti domiciliari, 13 revoche di custodia cautelare in carcere, mentre un solo detenuto è uscito con la scarcerazione domiciliare speciale. Complessivamente rimangono in struttura 557 detenuti. Un numero così basso non lo avevamo mai avuto, tanto che ora nelle singole camere riusciamo a far stare due persone, mentre prima dovevamo aggiungere una branda per un terzo detenuto”.

 

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