“Cari concittadini in vacanza spegnete il cellulare”

Il primo cittadino di Arcore Rosalba Colombo ha invitato gli arcoresi a vivere le ferie estive "lontano" dagli smartphone

“Cari concittadini in vacanza spegnete il cellulare”
Vimercatese, 04 Luglio 2018 ore 09:14

Cari concittadini spegnete il cellulare in vacanza e prendetevi del tempo per voi.

E’ questo l’accorato appello lanciato dal primo cittadino di Arcore Rosalba Colombo nel suo editoriale pubblicato sulle pagine dell’informatore comunale “ArcoreXte”, in distribuzione in questi giorni nelle case degli arcoresi.

C’è tempo per tutto

Non è ancora tempo di vacanze per il primo cittadino che proprio questa sera, mercoledì, ha in programma il Consiglio comunale.

Però il sindaco, in vista delle ferie estive, ha voluto salutare le partenze degli arcoresi che lasceranno la città per i luoghi di villeggiatura.

“Cari cittadini, c’è tempo per tutto – scrive il sindaco – Per vivere una vita di impegni, di lavoro, di studio, di lottare per una visione del mondo, del proprio futuro etc. Ma deve esserci anche il tempo per fermarsi, riflettere, riposare. In questo editoriale vi riporto un breve passaggio del grande scrittore russo Tolstoj che invita ciascuno ad un tempo di riflessione e di pace interiore”.

E le riflessioni di Tolstoj

Nella seconda parte del suo editoriale, il primo cittadino ha preso in prestito le parole di Tolstoj per augurare buone vacanze agli arcoresi.

“So molto bene che, sotto la spinta degli uomini, come un cavallo che fa girare la ruota, ci è impossibile fermarci per riflettere un istante”. Gli uni ci dicono: “non tante riflessioni, ma azioni”. Altri affermano “non bisogna pensare a sé, ai propri desideri, quando l’opera al cui servizio ci troviamo è quella della nostra famiglia, dell’arte, della scienza, del commercio, della società, tutto per l’interesse generale”. Altri assicurano: “tutto
da tempo è stato pensato e provato, nessuno ha trovato di meglio; viviamo la nostra vita, ecco tutto”: Altri, infine, pretendono “riflettere o non riflettere è tutt’uno; si vive, poi si muore; il meglio è dunque vivere per il proprio piacere. Quando si vuole riflettere, ci si avvede che la vita è peggiore della morte e si attenta ai propri giorni. Dunque basta riflettere: viviamo come possiamo”. Non ascoltate queste voci; a tutte le loro ragioni rispondete semplicemente” dietro di me vedo l’eternità durante la quale non esistevo, davanti a me sento la stessa notte infinita dove la morte può ogni momento inghiottirmi.
Attualmente io vivo e posso – io so che posso – chiudendo volontariamente gli occhi, cadere in una esistenza piena di miserie, ma so che aprendoli per guardare intorno a me, posso scegliere; l’esistenza migliore e più felice. Cosi, checchè dicano le voci, quali che siano le seduzioni che mi attirano, per quanto io sia preso dall’opera che ho cominciata, e trasci nato dalla vita che mi circonda mi fermo, esamino, rifletto” ecco ciò che tenevo a ricordare ai miei simili prima di tornare nell’infinito.”

L’augurio finale… e il cellulare

Chiaro l’invito finale del primo cittadino: “Buone vacanze, buoni libri e buone cose a tutti
e…. spegniamo i cellulari!”.

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