La vicenda

Caso 25 aprile, striscione shock contro l’Anpi

Un banner con la scritta "Liberaci dall'Anpi. Amen" è apparso questa mattina ed è stato immediatamente rimosso, la denuncia della sindaca Sara Dossola

Caso 25 aprile, striscione shock contro l’Anpi

Non si placano a Lesmo le tensioni dopo la polemica scoppiata tra la sezione Anpi di Arcore (che copre anche il territorio lesmese) e il parroco don Mauro Viganò sulle prime comunioni fissate nella giornata del 25 aprile.

Caso 25 aprile, striscione shock contro l’Anpi

Nella mattinata di oggi, venerdì 24 aprile, infatti è apparso uno striscione shock contro l’Anpi, affisso sui paletti posizionati davanti alla chiesa e rivolti in direzione del monumento dei Caduti di piazza Roma, dove tradizionalmente si svolgono le cerimonie di celebrazione della Liberazione. Uno striscione polemico e provocatorio con il messaggio “Liberaci dall’Anpi. Amen”, oltre alle sigle – si presume – delle realtà che hanno posizionato il banner, ossia Virtute – Il Telegrafo e Christus Rex – Traditio.

Striscione shock contro l'Anpi Lesmo
Lo striscione apparso nella mattinata di oggi, venerdì 24 aprile, a Lesmo

Lo striscione, come spiegato dalla sindaca di Lesmo Sara Dossola, è stato immediatamente rimosso alle ore 7 e la prima cittadina ha successivamente sporto denuncia per l’accaduto alle Forze dell’Ordine:

“Stamattina, alle 7, uno striscione è stato appeso sui piloni del piazzale della chiesa, rivolto verso il monumento dei caduti – ha sottolineato – Uno striscione provocatorio, pensato per riaccendere tensioni che la nostra comunità non ha bisogno di alimentare. È stato rimosso immediatamente. La parrocchia è completamente estranea a quanto accaduto. Per quanto accaduto ho presentato denuncia alle Forze dell’Ordine che procederà a fare le indagini del caso. Sul materiale esposto compaiono riferimenti e sigle riconducibili a realtà come Virtute – Il Telegrafo e Christus Rex – Traditio: sigle già emerse in contesti pubblici associati ad ambienti dell’estrema destra, fortunatamente mai sino ad oggi nel nostro panorama locale”.

L’appello della sindaca

Dossola ha poi voluto condannare l’episodio, lanciando inoltre un appello affinché si smorzino i toni e si plachino le polemiche:

“Questo modo di agire non costruisce nulla. Non fa bene alla comunità, non fa bene al clima che stiamo costruendo e non fa bene a chi lo mette in atto – ha proseguito la sindaca – Viviamo già in un tempo pieno di conflitti. Aggiungerne altri significa solo abbassare il livello del confronto e dare un pessimo esempio alle nuove generazioni. So bene che queste parole probabilmente non serviranno a chi ha compiuto questo gesto. Ma forse servono a raggiungere tutti noi. Servono a ricordarci che è responsabilità di ciascuno fare tutto il possibile affinché opinioni diverse non si trasformino mai in violenza o in esasperazioni. Lesmo è altro. È fatta di persone che ogni giorno si impegnano davvero: nel volontariato, nella scuola, nella cura degli altri. La maggioranza silenziosa di questa comunità lo sa e lo dimostra ogni giorno. Chi cerca lo scontro, qui, non rappresenta nessuno”.