Centro culturale islamico, contestati abusi edilizi e cambio destinazione d’uso

L'assessore alla Sicurezza, Federico Arena: "Stop alla moschea abusiva".

Centro culturale islamico, contestati abusi edilizi e cambio destinazione d’uso
Monza, 21 Gennaio 2019 ore 16:04

Centro culturale islamico, contestati abusi edilizi e cambio destinazione d’uso. L’assessore alla Sicurezza, Federico Arena: “Stop alla moschea abusiva”.

Centro culturale islamico

Settimana scorsa abbiamo visitato il Centro culturale islamico bengalese di via Galilei a Monza, e abbiamo testimoniato che all’interno dei locali, oltre ad attività legate alla trasmissione delle tradizioni, si prega. La nostra visita, però, si era interrotta dietro a una tenda, a pochi passi dall’ingresso. Era stato impossibile osservare tutti gli spazi di quei locali. Ma gli agenti di Polizia locale hanno riscontrato un abuso edilizio e un cambio di destinazione d’uso. Nello specifico la contestazione riguarda la realizzazione di una scala in ferro che mette in comunicazione due unità immobiliari dell’edificio stesso, adibendo di fatto i locali interrati a luoghi di ritrovo per numerose persone. Negli scantinati, infatti, è stato riscontrato più volte lo svolgimento di lezioni di alfabetizzazione araba per minori e attività di culto: impieghi che risultano del tutto incompatibili con la destinazione d’uso dei locali stessi. Al proprietario dell’immobile, pertanto, è stato notificato oggi, lunedì 21 gennaio, l’atto, inviato anche alla Procura della Repubblica e alla Provincia per i provvedimenti di competenza.

«Tolleranza zero»

«Su questi abusi la parola d’ordine è tolleranza zero – ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Federico Arena – Da parte nostra continueremo a vigilare e agiremo in tutte le sedi perché le regole vengano rispettate e la legalità sia ristabilita, affinché nessuno pensi di poter fare ciò che vuole nella nostra città. Attraverso questo provvedimento, infatti, vogliamo portare avanti un’azione incisiva per la tranquillità dei cittadini del quartiere». Pertanto a seguito dei ripetuti sopralluoghi della Polizia Locale e della conseguente comunicazione di notizia di reato inviata alla Procura della Repubblica già nel corso del 2018, l’Ufficio Controlli Edilizi del Comune ha emesso un’ordinanza che impone al proprietario dell’edificio di via Galilei 24 di «ripristinare lo stato dei luoghi in conformità a quanto regolarmente autorizzato» entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento stesso.

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