Cronaca

Chiesto il rinvio a giudizio per Malaspina e gli altri 39 imputati

Operazione "Domus Aurea", la decisione il 16 ottobre.

Chiesto il rinvio a giudizio per Malaspina e gli altri 39 imputati
Cronaca Vimercatese, 22 Settembre 2018 ore 09:33

Chiesto il rinvio a giudizio per Malaspina e gli altri 39 imputati. E' arrivata nei giorni scorsi l'attesa richiesta dei pubblici ministeri della Procura di Monza Giulia Rizzo e Salvatore Bellomo. Per i sostituti procuratori l'imprenditore arcorese Giuseppe Malaspina e le altre 39 persone finite nel maggio scorso nell'operazione "Domus Aurea" della Guardia di Finanza devono essere processati.

La decisione il 16 ottobre

La data da segnarsi in agenda è quella del 16 ottobre, quando in una maxi-udienza i 40 imputati compariranno con i loro legali davanti al giudice per l'udienza preliminare Patrizia Gallucci, che dovrà decidere in merito alla richiesta di rinvio a giudizio. I reati principali contestati sono quelli di bancarotta e falsa fatturazione. Il gup dovrà decidere anche  in merito all'aggravante dell'associazione a delinquere, chiesta dalla Procura ma respinta dal gip in occasione dell'emissione dei provvedimenti di misura cautelare nel maggio scorso.

L'operazione "Domus Aurea"

Sono ben 120 i capi di imputazione a carico dei 40 imputati. L'accusa a Malaspina, 64 anni,  e a quella che è stata definita la sua "corte", è di aver frodato il fisco per centinaia di milioni di euro attraverso un giro di fatture false e distrazione di fondi da aziende. Tra queste anche la Gimal, di Vimercate, attorno alla quale ruotava l'impero del costruttore calabrese.

Malaspina si sarebbe servito di uomini di fiducia e in particolare di professionisti che gli avrebbero consentito di costruire il castello di"fatture" per frodare il fisco. Tra loro anche volti noti, come quello del suo avvocato, l'arcorese Gerardo Perillo, il commercialista Antonio Ricchiuto (genero di Perillo), di Lesmo, e Roberto Licini, anche lui arcorese. Quest'ultimo per altro, secondo quanto emerso nelle intercettazioni, aveva anche "nascosto" nella sua abitazione arcorese Malaspina nei giorni in cui, nel novembre 2015, sembrava imminente un blitz della Guardia di Finanza, che già allora avrebbe potuto portare all'arresto dell'imprenditore. Tra gli altri nomi finiti nell'indagine e ora a rischio di rinvio a giudizio anche quello di Giorgio Comi, noto commercialista di Vimercate, e di Miriam Brambilla, di Missaglia, segretaria di Malaspina.

Malaspina ancora in carcere, per molti l'ipotesi del rito abbreviato

Dei 40 imputati, l'unico rimasto ancora in carcere è proprio Malaspina. Per lui si va verso il dibattimento in aula. Per tutti gli altri, invece, l'ipotesi più probabile è quella del rito abbreviato.

Il via all'indagine da Correzzana

A far esplodere il caso era stata una denuncia presentata dai consiglieri del gruppi di opposizione di "Correzzana Viva". Un esposto contro il sindaco Mario Corbetta, per questioni legate ad operazioni immobiliari effettuate da Malaspina in paese. Anche  Corbetta era stato indagato per corruzione. Reato finto poi in prescrizione.

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