Chiosconi addio? Il Comune di Monza rescinde la convenzione

L’occasione è arrivata da una clausola del contratto che, secondo gli uffici competenti, non sarebbe stata rispettata.

Chiosconi addio?  Il Comune di Monza rescinde la convenzione
Monza, 22 Dicembre 2018 ore 08:02

Chiosconi addio? Il Comune di Monza rescinde la convenzione

Fin dall’inizio, da quando cioè il progetto Le rive del Lambro era stato presentato, erano stati in molti a storcere il naso. Dodici chioschi di notevoli dimensioni disseminati per la città che non avevano messo d’accordo nessuno. In primis i commercianti che ne temevano la concorrenza. In secondo luogo il Centrodestra che all’epoca era all’opposizione. E che oggi, a oltre due anni di distanza, ha rescisso la convenzione relativa alla concessione del suolo pubblico che era stata stipulata tra il Comune stesso – guidato allora da Roberto Scanagatti – e la Saum di Vincenzo Ascrizzi. L’occasione è arrivata da una clausola del contratto che, secondo il Comune, non è stata rispettata.

La convenzione prevedeva infatti che il concessionario comunicasse al Comune, entro 30 giorni, qualsiasi modifica intervenuta negli assetti societari, nella struttura di impresa e negli organismi tecnici e amministrativi. «La mancata comunicazione si configura come cessione del contratto e come tale sanzionata con la risoluzione del medesimo e il risarcimento del danno». A seguito di tutta una serie di verifiche effettuate dagli uffici preposti – e in particolare in base a una visura camerale datata inizio dicembre di quest’anno – è emerso come il legale rappresentante pro tempore della società stessa fosse nel frattempo cambiato.

Di qui la decisione del Comune, che già era poco convinto dell’utilità del progetto, di rescindere la convenzione. «Tale modifica rientra tra quelle che devono essere obbligatoriamente comunicate entro 30 giorni dal loro verificarsi – si legge nella delibera – La società non ha adempiuto all’obbligo di comunicazione previsto, incorrendo così nella clausola risolutiva. Peraltro si era già verificato un inadempimento da parte della Saum Srl allorché non aveva rispettato il termine di sei mesi dalla stipula della convenzione per la presentazione delle istanze di rilascio per il permesso di costruire».

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