Agrate Brianza

Chiude il centro profughi di Agrate: la testimonianza del sindaco Sironi

Il primo cittadino Simone Sironi ha ripercorso le tappe fondamentali dell'accoglienza dei migranti nel suo comune

Chiude il centro profughi di Agrate: la testimonianza del sindaco Sironi
Vimercatese, 06 Agosto 2020 ore 11:07

Gli ultimi quattro ospiti hanno lasciato il centro profughi e sull’hub provinciale di Agrate che per cinque anni ha ospitato i migranti è calato definitivamente il sipario.

Finalmente è arrivatala parola fine alla “telenovela” che riguarda il centro profughi aperto nel 2015 dalla Prefettura di Monza e Brianza accanto alla sede provinciale della Protezione civile. Gestito da Croce Rossa, ha visto negli ultimi mesi ridursi drasticamente il numero di ospiti che in passato erano arrivati anche a quota 200.

La vicenda

La stessa Cri ha, come noto, comunicato l’intenzione di non voler proseguire con la gestione. La Prefettura aveva chiesto una serie di proroghe per completare lo svuotamento. Quando però tutto sembrava pronto per la chiusura ci si è messo di mezzo il Covid-19. Alcuni degli ultimi 47 ospiti rimasti sono risultati positivi ai tamponi. Tanto che una parte di loro erano stati bloccati tre settimane fa, quando avevano già caricato le valigie sul furgone che avrebbe dovuto portarli in altre strutture. Era scattata la quarantena.

Il ruolo della Croce Rossa

La Prefettura ha quindi imposto a Cri (non senza polemiche) un’ulteriore prosecuzione forzata fino al 31 agosto nella gestione fino ad esaurimento dell’emergenza. Ora i 47 ospiti  sono già in nuove strutture: 25 erano già stati spostati la scorsa settimana, mentre gli altri  22 se ne sono andati venerdì dopo il risultato negativo del secondo tampone.

La testimonianza del sindaco Sironi

Stamattina, giovedì 6 agosto 2020, il sindaco di Agrate Brianza Simone Sironi ha pubblicato un lungo post sul suo profilo Facebook nel quale ha ripercorso le tappe fondamentali di questa vicenda.

“Sono passati poco più di cinque anni da quel 14 luglio 2015, giorno nel quale l’allora Prefetto di Monza e della Brianza Giovanna Vilasi comunicò all’amministrazione comunale di Agrate Brianza l’istituzione nel nostro Comune di un Hub di prima accoglienza per richiedenti asilo presso l’area di proprietà provinciale sita in Viale delle industrie. – scrive il sindaco – Fin da subito l’amministrazione comunale si attivò, con grande senso di responsabilità istituzionale, per affrontare al meglio questa nuova situazione, dando vita a tutte le possibili sinergie tra comune, gestori, comunità pastorale e associazioni di volontariato locali per rendere l’accoglienza e l’integrazione possibili e continuative: negli anni si sono attivati, tra le altre iniziative, corsi di italiano, eventi culturali e sportivi, lavori socialmente utili e occasioni di convivialità e reciproca conoscenza.Ricordo ancora bene i giorni passati insieme a molti di questi ragazzi e a tanti volontari nella tinteggiatura delle pareti delle nostre scuole e della cancellata del nostro stadio comunale, nella sistemazione delle fioriere sulle strade e nei lavori presso l’Oasi naturale della Vasca Volano. Così come rimarrà indimenticabile l’iniziativa della “tavola condivisa” promossa per anni in diverse occasioni. Negli anni sono state sempre più numerose le risposte positive da parte dalla comunità agratese rispetto a qualche iniziale atteggiamento di rifiuto e di facile demagogia e strumentalizzazione. A dispetto dei timori e delle perplessità di alcuni, quella che poteva limitarsi ad essere “un’accoglienza” si è trasformata, grazie a tante forze in gioco, in uno “straordinario progetto di accoglienza” che ha fatto bene a tanti, soprattutto a chi è stato capace di aprirsi a questa esperienza. In questi giorni anche gli ultimi ragazzi ospiti dell’Hub sono stati trasferiti in altre strutture e il centro ha terminato, come preannunciato, la sua attività.  Non per dovere ma con vera riconoscenza dico GRAZIE a chi ha gestito direttamente il centro in questi anni, ovvero gli uomini e le donne di Consorzio Comunità Brianza e di Croce Rossa Italiana, oltre alle tante cittadine e cittadini agratesi che hanno condiviso anche solo un’ora del loro tempo per costruire qualcosa di bello che rimarrà per sempre nella memoria storica e nella coscienza civile del nostro paese.  Condivido un messaggio che mi è stato inviato proprio in questi giorni: “è stata un’avventura forte e impegnativa, fatta di lavoro, volontà e generosità di tanti collaboratori e volontari, ma soprattutto di tanta indimenticabile umanità che ha chiesto e che ha trovato aiuto”.
Lo faccio mio per salutare quest’avventura con l’augurio di non lasciarla alle spalle come un’esperienza conclusa, ma come un seme del quale poter continuare a veder germogliare i frutti.  Raccoglieremo umanità, bellezza e giustizia solo se per primi sapremo farne esperienza”.

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