La saracinesca è abbassata ormai da qualche settimana. Accanto alla vetrina, il cartello coi riferimenti telefonici e gli orari di apertura è coperto da un pezzo di cartone attaccato con lo scotch.
Chiude l’agenzia per badanti
La chiusura improvvisa de La Casa del Cittadino di via Marsala 8, a Monza, agenzia di badanti che afferisce all’associazione Aes Domicilio e che risulta in liquidazione volontaria dal 29 gennaio, ha lasciato le famiglie che si erano avvalse dei servizi erogati con innumerevoli interrogativi. Ma, soprattutto (sembrerebbe in più di un caso) con debiti – nei confronti dell’Inps per contributi mai versati – che non immaginavano di avere. E ora cominciano a partire le segnalazioni.
L’esposto di un cittadino
E’ stato depositato lunedì scorso un primo esposto alla Guardia di Finanza di piazza Diaz, effettuato da un brianzolo che si era rivolto dell’agenzia di via Marsala per individuare una badante che assistesse sua madre e che ora, a diversi mesi di distanza dalla fine del rapporto lavorativo, si è trovato a dover pagare 1.500 euro all’Inps. Una somma, spiega l’uomo, «legata a contributi che avrebbe dovuto versare l’agenzia, così come era stato messo nero su bianco nel contratto sottoscritto lo scorso anno con l’agenzia». La vicenda aveva preso il via a inizio 2025, «quando le condizioni di salute di mia mamma erano peggiorate e mi ero quindi rivolto a La Casa del Cittadino per assumere una persona che ci aiutasse nell’assisterla – ha ricostruito il brianzolo – L’agenzia aveva trovato una signora ucraina che è rimasta con noi per qualche mese, da gennaio a giugno 2025».
Debiti con l’Inps
Il contratto prevedeva una soma di 1.900 euro al mese circa da versare all’agenzia che si sarebbe poi occupata di erogare lo stipendio alla badante, ma anche di accantonare il Tfr, nonché «di tutti i conseguenti versamenti fiscali, assicurativi e contributivi, anche ai fini previdenziali», come si legge nel documento. Sulla professionalità della donna, «nulla da dire. La fine del rapporto lavorativo è stato dettato dalla necessità di spostare mia mamma in una casa di riposo, dove si trova tuttora». Il Tfr, alla lavoratrice, era stato regolarmente versato e nessun problema sembrava esserci stato con l’erogazione degli stipendi. Solo dopo, nel momento in cui la badante ha dovuto presentare tutti i documenti necessari per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, è emerso l’«inghippo»: non risultava alcun versamento all’Inps per i servizi di assistenza alla persona erogati da gennaio a giugno 2025. Millecinquecento euro che ora è la famiglia a dover pagare. «Peccato che da contratto era previsto che fosse l’agenzia a doverli versare, attingendo dalla somma mensile che versavo – ha ribadito – Ho cercato più volte di contattare i referenti della società, ma non ho più avuto notizie, né tanto meno ho ricevuto la documentazione afferente o le ricevute dei versamenti effettuati per mio conto».
Altre famiglie coinvolte?
L’uomo, ben deciso a non soprassedere, ha presentato l’esposto alle Fiamme Gialle e non esclude di affidarsi a un legale per ottenere risposte. E il suo non sarebbe l’unico caso. Intanto ai numeri di telefono (sia fisso che cellulare) dell’agenzia nessuna risposta: il primo risulta inesistente, il secondo non raggiungibile.