Clamoroso a Monza: su Fondazione Mbbm de profundis del San Gerardo

I reparti per la cura dei più piccoli si avviano a tornare sotto l'egida del Pubblico

Clamoroso a Monza: su Fondazione Mbbm de profundis del San Gerardo
26 Aprile 2017 ore 23:06

Clamoroso a Monza: su Fondazione Mbbm de profundis del San Gerardo.

Non tutti sanno che all’interno dell’ospedale San Gerardo tutte le cure dedicate ai più piccoli non sono in mano al Pubblico. L’ente privato che gestisce i reparti di Ostetricia, Neonatologia, Pediatria e via dicendo, ovvero la «Fondazione Mb per il bambino e la sua mamma», non naviga da tempo in acque tranquille. Con una delibera regionale, la Giunta Maroni recentemente ha deciso di far proseguire la sperimentazione gestionale (in essere dal 2008) a condizione che la Fondazione ripiani in cinque anni un «rosso» nei suoi conti pari a ben 8 milioni di euro.

Il documento è stato recepito dal San Gerardo l’11 aprile, con una delibera (la 499) che si è limitata a prenderne atto. E che ora è stata clamorosamente revocata.

La delibera regionale prevedeva entro il 29 aprile la stipula di una nuova convenzione tra la Azienda socio sanitaria territoriale e la Fondazione Mbbm, con effetto retroattivo al 1 gennaio. E qui la prima sorpresa.

Con una propria deliberazione (la 580), la Asst guidata dal direttore Matteo Stocco, due giorni fa, il 24 aprile ha messo nero su bianco il fatto che nella delibera regionale mancavano inizialmente gli elementi essenziali per una valutazione della convenzione tra i due partner (vale a dire i documenti relativi al Piano di rientro del debito del privato) e che tutti gli allegati fondamentali sono stati consegnati alla direzione dell’ospedale solo il 19 aprile, nel corso di un summit durante il quale è stato anche rinviato al 15 maggio il termine per la stipula della famosa convenzione.

Ora, l’Asst ha successivamente rilevato “profili di irregolarità tali da comportare parere negativo” circa la stipula. Sganciando anche una serie di “bombe” non indifferenti:

– intanto il debito (da ripianare in cinque anni) della Mbb non sarebbe di “soli” 8 milioni di euro, ma secondo l’ospedale di ben 13 milioni e 343mila euro;
– mancherebbero i presupposti normativi per una rimodulazione della sperimentazione gestionale;
– sarebbe illegittima anche la decorrenza retroattiva della convenzione;
– alcuni costi relativi al personale dell’ospedale “in prestito” alla Fondazione, verrebbero infine “scaricati” illegittimamente sul Pubblico.

(curioso il fatto che tutti questi punti fossero stati precedentemente già “vaticinati” dal segretario della Cgil Mb Maurizio Laini)

Non è finita, perché il collegio sindacale della Asst, bocciando l’operazione, ha sancito le proprie riserve sulla prosecuzione stessa della continuità aziendale della Mbbm, in primis per il rischio d’incremento della perdita d’esercizio, in secondo luogo per l’impatto che tutto ciò avrebbe sul risultato patrimoniale della Fondazione: in soldoni, l’Asst rischia di non recuperare i propri crediti e a quel punto anche i suoi bilanci potrebbero vacillare. Da qui la necessità di autotutelarsi e il secco no decretato dall’ospedale.

Ma ora? La Asst ha già informato la Regione e a seguire informerà la Corte dei conti. C’è poco da aggiungere: dar corso alla delibera regionale “sarebbe incompatibile con gli interessi pubblici economici dell’Azienda ospedale“. Così il San Gerardo ha deciso.

La traduzione in termini pratici è che probabilmente l’esperienza della Fondazione per il bambino e la sua mamma finisce qui: i reparti per la cura dei più piccoli al San Gerardo si avviano a tornare sotto l’egida del Pubblico.

 

Daniele Pirola

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