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Col Covid diminuiscono i rifiuti e cresce la differenziata

Il buon risultato a Monza, ma è dovuto soprattutto allo stop delle attività

Col Covid diminuiscono i rifiuti e cresce la differenziata
Cronaca Monza, 14 Aprile 2021 ore 18:07

Cresce la raccolta differenziata a Monza, + 2% dal 2019 al 2020, mentre cala del 4% la produzione totale dei rifiuti. La pandemia ha cambiato la gestione dei rifiuti in tutta la sua filiera  ma è stata anche l’occasione per schiacciare il pedale dell’acceleratore dell’innovazione.

Raccolta differenziata

La buona notizia riguarda la raccolta differenziata che, nel 2020, ha superato l’asticella del 67%, passando dal 65,5% al 67,4%. Un risultato che va letto insieme alla riduzione del 9,2% della frazione residua indifferenziata. «Si tratta di un passo avanti importante, soprattutto se confrontato con il 61% della media del Paese e l’obiettivo europeo del 65% per il 2035 – spiegano il sindaco Dario Allevi e l’assessore all’Ambiente Martina Sassoli – Monza ha scelto con decisione la strada del recupero, iniziando il percorso verso l’economia circolare e considerando lo smaltimento in discarica come ultima destinazione possibile dei rifiuti. Ma questo risultato non basta e guardiamo avanti. Vision e impegno dei cittadini sono le armi per far crescere ancora la differenziata».

Ridotti i rifiuti col Covid

L’emergenza Covid  insomma,  a Monza, ha ridotto i rifiuti. Nel 2020 il peso dei rifiuti è stato di 51.616,082 tonnellate, oltre due mila tonnellate in meno rispetto al 2019, un calo del 4,09%. Ogni cittadino «produce» in un anno 415 chilogrammi di rifiuti, che significa 1,13 chilogrammi ogni giorno. Il calo più consistente si è registrato nell’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre, infatti, la variazione negativa è stata del 7,5% (da 14.433,721 tonnellate del 2019 a 13.350,820 del 2020). Sostenuta la riduzione anche nel secondo trimestre (-7,11%, da 13.641,510 a 12.671,596), mentre è stata più contenuta nel terzo trimestre (- 2,15%, da 12.701,075 a 12.671,596). Solo il primo trimestre ha visto il segno «più» con un modesto + 0,98% (da 13.038,391 a 13.166,174). Un calo che si spiega con la ridotta attività di bar, ristoranti e uffici a causa delle limitazioni per l’emergenza Covid – 19 e che non è stato compensato dall’incremento di produzione dei rifiuti domestici.

L’efficienza e l’innovazione

Ma intanto si guarda avanti, anche alle migliorie e  all’innovazione. «Il 2020 è stato un anno anomalo perché il calo dei rifiuti prodotti è stato provocato soprattutto dal blocco per diversi mesi delle attività economiche per le limitazioni imposte dal contenimento dell’emergenza sanitaria», sottolinea Martina Sassoli. Al di là di questa situazione contingente, però, secondo l’assessore si deve continuare a lavorare sulla capacità di ridurre la quantità complessiva dei rifiuti, in particolare degli indifferenziati.  Il Covid, alla fine, è un’emergenza sanitaria che ha avuto un impatto anche sul servizio di igiene urbana. Però si è rivelata anche un’occasione per sviluppare nuovi servizi. Spiega Sassoli: «Basti pensare all’accesso alla piattaforma attraverso QR Code, il servizio di ritiro porta a porta degli sfalci verdi, il potenziamento del ritiro degli ingombranti, lo svuotamento serale dei cestini nel centro storico e nella zona della movida, la raccolta notturna dei rifiuti per bar e ristoranti, il supporto alla raccolta differenziata del mercato di piazza Cambiaghi, l’ampliamento degli orari del numero verde. Efficienza, innovazione, qualità e competitività sono le nuove frontiere delle politiche ambientali».

Quali materiali si riciclano di più?

La riduzione complessiva dei rifiuti nel 2020 non ha interessato allo stesso modo tutte le diverse componenti del rifiuto totale. Gli imballaggi in legno – che provengono soprattutto dai mercati – sono diminuiti del 28,9%, l’olio vegetale – utilizzato in gran parte dai ristoranti – ha subito una contrazione del 13,4%, i toner – in uso negli uffici – si sono ridotti del 10,3%. In calo anche la terra di spazzamento (-16,7%) e gli sfalci del verde domestico (- 12,6%). Invariati, invece, i rifiuti di carta e cartone e gli imballaggi misti (cosiddetto sacco multimateriale leggero, plastica e lattine), mentre quelli in vetro aumentano da 5.196,440 tonnellate raccolte nel 2019 a 5.294,1 nel 2020. Calano gli imballaggi in plastica contenuti nel sacco multimateriale leggero che passano da 2.701,055 tonnellate del 2019 a 2.633,288 tonnellate del 2020 e la frazione organica che è diminuita del 2,4% (da 10.631,160 tonnellate a 10.366,600 tonnellate). Gli ingombranti, infine, sono aumentati dell’8,37% rispetto all’anno precedente passando da 1.930,490 tonnellate a 2.092,02 tonnellate.

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