Colpo di scena al processo per stalking, l’accusatrice rischia la condanna

La perizia grafologica scagiona gli imputati e inguaia la presunta vittima.

Colpo di scena al processo per stalking, l’accusatrice rischia la condanna
Monza, 14 Dicembre 2018 ore 08:59

Colpo di scena al processo per stalking, l’accusatrice ora rischia la condanna. Ad incastrarla la perizia grafologica.

Colpo di scena al processo

Incredibile colpo di scena nel processo per stalking condominiale che si sta celebrando in Tribunale a Monza. Nell’ultima udienza è infatti emerso che a scrivere decine di lettere piene di insulti contro i vicini sarebbe stata una delle parti offese. Non gli imputati, come era stato ipotizzato inizialmente.
La vicenda si sta discutendo davanti al giudice monocratico, Letizia Brambilla, che ha già preannunciato l’intenzione di rimettere gli atti in Procura, con la conseguenza che una delle parti offese rischia ora l’incriminazione per calunnia. La perizia della grafologa, infatti, ha stabilito che le lettere di insulti sarebbero state scritte da una delle presunte vittime, che però nega.

Gli imputati sono cinque

Ma andiamo con ordine. I presunti atti di stalker condominiale nelle case comunali di via Bramante da Urbino sarebbero iniziati nel 2012 e proseguiti a lungo. Gli imputati sono 5, tutti riconducibili a un nucleo familiare: padre madre, due figli a la fidanzata di uno dei due. un 56 enne di Monza, la moglie 55enne, i due figli di 27 e di 24 anni e la fidanzata del primogenito. Presunte vittime un 78enne, la moglie e la figlia 48enne (costituitesi parti civili) oltre ad altri tre condomini, solo parti offese.

La ricostruzione dell’accusa

Secondo la ricostruzione della pubblica accusa i componenti della famiglia sotto inchiesta avrebbero «provocato deliberatamente forti rumori a tutte le ore del giorno e della notte, spostando mobili, camminando con scarpe con i tacchi… Insomma provocando rumori molesti per chi vive nell’appartamento al piano inferiore». Le presunte parti offese in Aula hanno raccontato che «c’erano dei rumori insopportabili, soprattutto di sera era impossibile riposare. Mi rivolsi al Comune per risolvere il problema, ma non fu mai affrontato seriamente. Sembrava che facessero un trasloco ogni giorno. Dei rumori non ne potevamo più».

In un’occasione una delle donne sarebbe stata anche strattonata dalla vicina, tanto da dover andare  in ospedale per le  lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
«Ogni volta che uscivo – ha raccontato – prendevo delle precauzioni perché avevo paura. Poi iniziai a ricevere biglietti con insulti e minacce».
Peccato che la perizia grafologica abbia stabilito che l’autrice dei bigliettini sia stata proprio una delle parti offese, che ora rischia di diventare imputata per calunnia in un nuovo processo.
Si torna in aula il 18 dicembre, quando verranno ascoltati il perito che ha effettuato la consulenza grafologica e uno dei testi a difesa.

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