Insieme a un amico era stato avvicinato da un gruppo di giovani tra le vie San Martino e Teodolinda, a due passi dal Duomo di Monza. Lì – con un coltello puntato alla gola – era stato minacciato e aggredito: pugni, calci e una testata sferrata con tale violenza da farlo sanguinare.
Arrestato per la rapina del 2020
Ora il cerchio si è chiuso attorno al responsabile. Nelle prime ore della mattinata di ieri, venerdì 6 novembre 2026, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un cittadino egiziano di 25 anni, condannato per la rapina aggravata commessa la notte del 6 gennaio del 2020, ai danni di un ragazzo che all’epoca aveva 16 anni. Il provvedimento, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano ed eseguito dalla Squadra mobile, dispone la carcerazione per l’espiazione di una pena residua di 2 anni e 11 mesi di reclusione, a fronte di una condanna a 3 anni e 6 mesi, dalla quale è stato detratto il periodo di circa sei mesi e mezzo già trascorso agli arresti domiciliari.
Pugni, calci e testate
La vicenda risale alla serata del 6 gennaio 2020, quando, intorno alle ore 21.00, un gruppo di giovani aveva avvicinato due ragazzi nei pressi del Duomo di Monza. Tre di loro, successivamente identificati dagli investigatori della Squadra Mobile in due cittadini egiziani neomaggiorenni, tra cui il 25enne arrestato ieri, e un cittadino italiano all’epoca diciassettenne, avevano estratto altrettanti coltelli dalle tasche delle rispettive giacche. Uno degli aggressori aveva puntato la lama del proprio coltello alla gola della vittima, mentre gli altri partecipavano all’azione intimidatoria, riuscendo a impossessarsi di un anello, del telefono cellulare e di una cassa acustica. La rapina era stata caratterizzata da una particolare violenza fisica. Nel corso dell’aggressione, infatti, mentre la vittima veniva spintonata e bloccata al muro, uno dei responsabili l’aveva colpita con una testata al naso, provocandole una copiosa perdita di sangue. Prima di allontanarsi, i tre avevano inoltre minacciato la vittima di ulteriori conseguenze qualora avesse denunciato l’accaduto alla Polizia. Le intimidazioni erano state rivolte anche all’amico che si trovava con lui e che era rimasto sul posto per prestargli soccorso. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di via Montevecchia, avevano consentito di ricostruire tempestivamente la dinamica dell’aggressione e di identificare i tre responsabili, tra i quali il cittadino egiziano arrestato ieri.
Un’altra rapina a lui attribuita
Appena quattro giorni dopo la rapina consumatasi vicino al Duomo – il 10 gennaio 2020 – lo stesso giovane era stato individuato dalla Squadra Mobile quale presunto autore di un’altra rapina, commessa questa volta in piazza Trento e Trieste, sempre nel centro di Monza. Un rapina che era stata commessa ai danni di un altro sedicenne, con modalità analoghe a quelle della precedente aggressione. Anche in questa circostanza, l’attività investigativa della Squadra Mobile aveva permesso di individuare i due presunti autori, tra i quali figurava nuovamente il giovane destinatario dell’odierno provvedimento di carcerazione. Per la rapina del 6 gennaio, nel marzo 2020, nei confronti dell’uomo era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, successivamente sostituita con la misura degli arresti domiciliari.
L’arresto e la perquisizione
All’alba di ieri, gli investigatori della Squadra Mobile hanno rintracciato il 25enne presso la propria abitazione, dando esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dall’Autorità giudiziaria. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli operatori hanno inoltre rinvenuto, all’interno di un cassetto del comodino della camera da letto in uso all’uomo, 9,6 grammi lordi di hashish e 7,2 grammi lordi di cocaina. Per tale condotta, il 25enne è stato altresì denunciato all’Autorità giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Monza, dove dovrà espiare la pena residua di 2 anni e 11 mesi di reclusione.