Convalidato l'arresto dell'omicida, ma si cerca ancora l'arma

Si scava per capire le reali ragioni del litigio finito nel sangue. Domani l'autopsia sul corpo della vittima

Convalidato l'arresto dell'omicida, ma si cerca ancora l'arma
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Convalidato l’arresto dell’omicida, ma si cerca ancora l’arma del delitto: un coltello. Si scava inoltre per capire le reali ragioni del litigio finito nel sangue, a Sesto San Giovanni. Domani, martedì, l’autopsia sul corpo della vittima.

Convalidato l’arresto, ora si cerca l’arma

Il caso dell’omicidio del 48enne Federico Megna e del ferimento di due persone a Cascina Gatti si è chiuso in poche ore, con il fermo del presunto killer, Calogero Diana, 58 anni. Ma le indagini proseguono. Resta infatti da trovare ancora l’arma del delitto, il coltello che il titolare di una ditta di autodemolizioni (il cui arresto è stato convalidato) avrebbe usato per uccidere Megna e colpire i due feriti, che poi – giovedì sera – sarebbero stati raggiunti dalla Polizia di Stato in ospedale. Si sono recati da soli al Pronto soccorso del nosocomio di viale Matteotti, a bordo di un furgone. L’omicida, invece, sarebbe poi fuggito a piedi, prima di essere fermato poche ore dopo dagli agenti del Commissariato e dai Carabinieri. Oggi è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

Si scava per scoprire il movente

All’origine della lite tra i quattro uomini ci sarebbero stati dei futili motivi. Ma quali sono state le motivazioni alla base del litigio partito all’interno di un bar del quartiere e poi degenerato nel sangue? Per scoprirlo, gli uomini del Commissariato sestese eseguiranno altri interrogatori. Diana, durante il primo interrogatorio, aveva sostenuto di aver agito per legittima difesa, di aver colpito i tre “avversari” con un’arma strappata di mano a quelle che poi sarebbero diventate le vittime. Ma che fine ha fatto il coltello?

Domani l’autopsia sul corpo di Federico Megna

Domani, martedì, verrà eseguita l’autopsia sul corpo del 48enne, raggiunto al petto da diverse coltellate.

 

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